martedì 5 agosto 2014

mercoledì 11 giugno 2014

Milk free

Una delle mie ultime fobie sviluppate , ormai da ben 3 anni, è quella del latte e dei suoi infiniti derivati.
Da quando una dietologa mi disse che ero intollerante al latte..IO, che sono l'estremismo fatta persona, ho eliminato ogni forma di lattosio. Niente , nemmeno gli insaccati se non sono MILK FREE.
Eppure comincio a sentirne la mancanza in maniera opprimente.
Potrei scegliere di reinserirlo. 
Sembrerebbe facile, ma la mente è contorta.
E' passato così tanto tempo che ormai al pensiero del latte mi sono convinta di essere allergica. Che avrò una brutta reazione, e prima di provare a mangiarlo mi sento già male. Preventivamente. E' inevitabile.
Così lo evito. Continuo ad evitare. Ma ne sento la mancanza. Sempre di più. 
Vorrei assaporarlo ancora. 

Si può eliminare totalmente dalla tua vita qualcosa che ti è piaciuto da morire?

Il latte insegna. Si può fare. Elimini tutto.. Le torte, le pizze margherita, che magari erano le tue preferite, le capresi.. il cappuccino... tutto. 
Scegli molte imitazioni/alternative: la soia, il riso...
Però poi vedi qualcuno mangiare un gelato e pensi a quanto ti piacerebbe mangiarlo ancora. A quando lo mangiavi senza paura. E senti che sarebbe bello Cominciare da capo.
Levare la pausa dal registratore della tua vita alimentare.
Come se non fossi mai stata giudicata "intollerante"..
...

Come se non ti avessero mai ferita. .. 


mercoledì 2 maggio 2012

La giustificazione

...E' che a volte si è anche stufi di essere la stessa persona. A volte vorremmo essere altro
A volte dopo essere stata a lungo la stessa persona per un pò non si ha mica poi molto da dire ed aggiungere.
Così accade che quando questa occasione di essere altrove si presenta ci immergiamo in tutto ciò che non è più ciò che era prima.
Non è chiaro ma va letto come una canzone di Ferro, senza troppo italiano che alla fine un senso c'è anche,
ma come unendo quelle lettere rarefatte in cui il cervello da solo deduce la parola. Ecco io penso di scrivere così adesso. Ma solo ora. 
Dicevo... (mi sarebbe piaciuto scriverlo rarefatto ma nn sono così brava con la grafica!)
Non che non ci siamo più, ci siamo sempre ma c'eravamo un pò stancate.
Come dire che a volte mi piaceva scrivere  il blog, ma che poi mi sono fatta prendere dalla mia storia.. Dall'amore, e dal lavoro, o Dai progetti, dalla vita che corre, nastro che gira velocemente. Che a volte si inceppa , che tocca prendere una matita come nelle vecchie cassette e ri-arrotolare tutto. Che a volte fai anche peggio e insomma per venirne a capo hai speso molto tempo molta fatica molte lacrime e molta molta gioia.
Ecco mettiamo capiti tutto questo allora, in qualche modo, adesso ti sei auto-giustificato.

Ecco. si, questo mi ci voleva , così adesso posso andare un pò a dormire. Un auto-giustificazione. Sono stata assente proff,.. in questi ultimi tempi dico,
e così Mi auto-giustifico! 
Però oggi ci sono,si accontenti, niente cane che ha mangiato il compito.. nonne malate..
Oggi sono qui. E anche quando non mi vede, anche quando...  sono qui.





martedì 26 luglio 2011

Stanca?

Delle stesse persone, degli stessi posti, delle ultime ore di questo lavoro, delle stesse paure. Dei soldi che non ho per comprare le cose che non posso avere. Di quelli che ho ma che non bastano.


Delle mie ferite. Quelle del cuore, quelle del fisico. Dei miei dolori. Tutto ciò che a giorni mi sembra insopportabile. Mi pesa sugli occhi sui muscoli e le ossa.





E stanca, delle mie Intolleranze. Cazzarola quanto sono Intollerante... Stanca Di me.



Portami via, almeno per un pò. E facciamola finita con tutta questa stanchezza. Muoviamoci.




mercoledì 23 marzo 2011

le mie mancanze parte prima... Wall- a

Normalmente dopo pranzo - rituale che infrasettimanalmente svolgo in ufficio seduta alla mia postazione - uscivo x una sigaretta..

Due mesi fa ho smesso di fumare, così per combattere quell'abitudine appagante ma terribilmente malsana , ho cominciato in quella mezzo'ora a fare piccole passeggiate alla ricerca di posti che soddisfacessero il mio gusto estetico - distraendomi - e perchè no che mi portassero ad un bar che avesse un buon caffè.

Nella mia città è un'ardua ricerca , non c'è la passione per il caffè come a Napoli ..

Fortunatamente, nel mio girovagare, ho trovato un baretto che oltre a fare il caffè con gran dignità, è raggiungibile a piedi nell'arco del tempo che ho a disposizione, inoltre,
- ciliegina sulla torta -
per arrivarci devo percorrere un bel viale alberato, pieno di peschi e mandorli in fiore(almeno in questo periodo), squarcio di verde nel mezzo di una giornata chiusa in ufficio.

Dopo il caffè, mi concedo un cioccolatino fondente, nonostante in questi due mesi di astensione dal fumo sia ingrassata un pò, ma gustandolo ogni volta mi ripeto che è in onore delle sigarette perdute .. E lo faccio scogliere il più lentamente possibile sul palato..(sempre troppo poco comunque)

Ieri, durante questo mio rituale, ho visto una ragazza; era seduta su una panchina, di spalle, con dei bellissimi capelli neri sciolti sulla schiena disparatamente, poggiava sulle ginocchia i gomiti nell'atto di parlare..mentre la schiena si spingeva lievemente verso il suo interlocutore, senza aggressività ma anzi con una certa giusta e moderata inclinazione.

In un attimo ti ho trovata in quel gesto, come fai tu quando ti spieghi o cerchi di farlo.

Ho immaginato che se fossi stata davvero tu ti avrei abbracciata fortissimo, avrei potuto raccontarti tutto quello che succede qui, in questa città che non è poi così lontana ma che ci separa; le paure, le gioie, le fatiche, le apprensioni, le novità, le speranze anche, di questo tempo così incerto.. In cui nonostante tutto è di nuovo primavera...

Ti avrei lasciata solo alla fine dopo averti raccontato a lungo di me, ed esausta avrei preso a sentirti raccontare il tuo. In quel modo che solo tu hai di rendere speciali e sensate le banalità quotidiane. Quel sorriso nascosto che si preoccupa di prendere troppo spazio rispetto a tutti i mali del mondo , e ke rientra subito timoroso, quasi si dovesse scusare, questa sei tu.
Peccato tu sia in un'altra città.

Tu mi manchi pur essendo sempre con me questo è un dato di fatto, ma ci sono attimi, improvvisamente, in cui me ne accorgo..

A volte, ieri ad esempio , arrivi e te ne vai in un secondo, come una presenza improvvisa e una successiva rapidissima mancanza , qualcosa che viene sfilato dal suo contenitore un secondo dopo esserci entrato..una chiave dalla porta, una lama estratta da una ferita.. è allora, in quei rari momenti in cui ti ritrovo, che sento fortemente quanto mi manchi, come se fosse insopportabile questa tua assenza ..

mercoledì 29 dicembre 2010

La quiete poco più di un'ora fa...

Possibile che la vita resti piatta per mesi, a volte per anni.. e che poi all'improvviso.. cominci a smuoversi?
Come un terremoto.. partendo da una prima più debole scossa tellurica ci avverte dell'imminente catastrofe distruggendo poi tutto fino a lasciarci esausti con tante piccole scosse di varia intensità, così la vita in certe fasi particolari sembra irrompere su di noi.
A me l'ineluttabilità di questo fenomeno ormai constatata sulla pelle degli altri come della mia, è sempre sembrata ironicamente amara oltre che strana .
La legge del piano inclinato che riduttivamente mi salta in testa ogni qual volta incorro in situazioni del genere, insegna che se qualcosa deve cadere non finirà di scendere.. anzi prenderà velocità.. Fin quando non avrà esaurito il suo tragitto.
Ma Quanto è lungo il tragitto?? Quello di oggi ad esempio.. Quanto durerà?
Impossibile a dirsi.. Eppure mi piacerebbe saperlo.
Per un tempo lungo hai lavorato nello stesso posto.. Hai avuto gli stessi amici, camminato e vissuto nello stesso luogo.. la stessa casa.
Poi all'improvviso il trasloco, amici che ti deludono , che cambiano, lavori che saltono, nuove ricerche di lavoro.. Nuovi amici.. un ragazzo.
Tutto cambia. E sei sperduta. Non fai in tempo a dire.. "Devo risolvere una cosa" che subito un'altra si mette in coda già in ritardo per essere compiuta.
Ed io mi chiedo cosa succede, cosa scatta nell'aria.. Un cortocircuito.. Un incontro di pianeti.. Cosa incide perchè tutto questo avvenga?
E' inutile la risposta non la trovo.. Ma sento limpidamente che i cambiamenti non vanno mai rifiutati.. Che dobbiamo essere pronti ad aprire porte, farcele chiudere in faccia ..e poi aprirne ancora..
Alla ricerca costante di una nuova armonia..che duri.
Almeno per un pò.

mercoledì 6 ottobre 2010

FRAGILE

E' il momento del trasloco.
La montagna di cose che vanno impacchettate sembra infinita.
Ma c'è molta carica. E' necessario risparmiare soldi e bisogna organizzarsi .
E' Così che per dividere tempo e lavoro pensavo di chiudere in scatole da sola tutto ciò che ho di personale , mentre far chiudere ad altri i miei amici santi e sempre super disponibili quelle cose che non rivelano niente di me, che non sono "intime" percosìdire.
Tiro così giù un piccolo piano di svolgimento lavori e stimo che nel giro di pochi giorni riusciremo a fare un centinaio di pacchi.
In questo caos dimorante nella testa è stato quindi necessario suddividere nelle due parti che seguono l'organizzazione: gli "oggetti personali": maglie, lenzuona, coperte, biancheria intima e quant'altro e la sessione "oggetti impersonali" e quindi impacchetabili da altri: la roba della cucina tutta, i mobili, l'oggettistica varia, non ultimi le valanghe di libri che, buttati in ogni dove, affollano casa..
Quelli di mia madre, quelli che furono di mio padre. I miei.
Darò un bel filo di spago lungo ai miei amici e ne faremo pacchi da asporto. Così credevo.

Mentre procedo nel tentativo di capire quante scatole ne deriveranno, mi fermo incerta davanti alla maestosità ingombrante di questa libreria..
Non riesco a farmi un'idea dell'ingombro effettivo e del peso di ogni cartone quindi decido velocemente che è meglio sia io a cominciare .. Avere un esempio, e lasciare gli altri intervenire dopo.

Con uno scatolone e un pò di scotch mi avvicino ed inizio.
Senza nè badarci troppo e senza ossequità alcuna nei confronti di tutte quelle pagine prendo velocemente tre quattro libri, quelli ke la capienza della mano può permettersi, e mentre mi preparo a riporli, di sfuggita incontro un titolo "Quando Teresa si arrabbiò con Dio"
Questo è il momento esatto in cui stamane mi sono bloccata.
Lessi quel libro, forse più di dieci anni fa, in età post adolescenziale.
Fu proprio con lui che per la prima volta capii che la surrealtà mi calzava a pennello. Solo Poi arrivarono Murakami Haruki, o l'amato Pennac amante di un' estate intera..
La mente ormai è sveglia e gli occhi si spalancano alla ricerca curiosa di pezzi..
che non sono più solo tomi scomodi di una libreria da traslocare ma frammenti di vita.

Comincio così a guardare attentamente cosa sto spostando..
Adesso è la volta di " Come il mare"
che Non ricordo nemmeno se riuscii a finire, dando una delusione a mia madre che era convinta avessi ereditato il suo amore per Wilbur Smith e i suoi viaggi lontani...
Adesso quella di Asimov, che ho sempre odiato.. anche se provai a condividere il piacere con mio padre ma senza mai riuscire..
Li metto via con delicatezza entrambi , meritevoli di stare nella stessa scatola con i capisaldi, d'altronde a loro volta mi hanno fatto capire cosa NON mi piace.
In preda ad una frenesia di emozioni, mi sono accesa una sigaretta unendo un pò di smog alla polvere (che in quel momento era calzatamente poetica tra i libri e gli scaffali..)
Ho tirato giù letture non mie, e romanzi che avevo perfino dimenticato di aver letto.. ("Il ragazzo che amava shakespeare" ad esempio fu una gran delusione)
E ancora lì dietro si mostrano altri libri : mostri sacri della mia biblioteca personale.. IL CONTE DI MONTECRISTO.. CYRANO.. JANE EYRE...
Rimango intrappolata nella coltre di intrighi inventata da Dantès per vendicarsi.. dalla figura di una donna e di un uomo incredibile..
Mi perdo nel pensiero che un tempo di fronte a quelle letture mi sentissi inadeguata, spaventata dalla loro grandezza quando oggi sono i punti saldi della mia coscienza letteraria..
Ma non c'è tempo per pensare ad un'opera sola che tutta la bibliografia di Baricco e Coehlo passa tra le mie mani per essere deposta..
All'improvviso sono appena maggiorenne in Calabria, leggo libri dai titoli fantastici..
Castelli di rabbia, Come il mare, City... Veronika decide di morire..
Storie che hanno fatto parte di un momento in cui c'era troppa tristezza dentro me e che leggermente con le loro magiche parole mi hanno distratto.. .
Libri libri libri..
Passa la Mazzantini Passa Benni.. Passa Romagnoli
( ho addirittura comprato due copie di "solo i treni hanno la strada segnata???"
E subito ricordo quanto mi è piaciuto e a chi volevo regalarlo.. Ormai parte del mio passato..
Incappo nei "monologhi della vagina"... la versione teatrale mi fece morire dal ridere..
Trovo Grossman.. povero amore cerbiatto, Trovo Saramago, trovo Lolita.
Unica lettura scolastica ben consigliata agli effetti..
Manuali sull'autocontrollo, sulla riscoperta di se, e sulla stessa ma con ironia (vedi come smettere di farsi le seghe mentale in...)
E poi Le saghe che mi hanno intrappolato.. Ma dove le metto??
Passano Twilight, Harry Potter.. Stieg Larssonn.. I vari Ramses.. Passano tutti..

Tutti così diversi eppure così insieme.. Come se la vita fosse questo.. Un ammasso di libri diversissimi tra loro ma che entrano a far parte di te come gli eventi che accadono.. E che non riesci più a slegare chiusi come sono in una ragnatela di percorsi che in un momento o in un altro ti hanno spinto a sceglierli, leggerli amarli poi tenerli sempre con te o dimenticarli..
Sono stata stupida.. Ho pensato che qualcuno potesse legare i miei libri e portarli via come se non fossero personali, come se niente fosse, e invece mi accorgo, con il cuore in gola, che mi scorrono davanti come i giorni del passato.. che ci tengo da morire. che sono miei.. che non voglio che nessuno li tocchi e che forse nn c'è molto altro di più personale come qualcosa che silenziosamente, mentre lo sfogliavi, all'ombra del tuo mondo protetto .. quello che si forma tra gli occhi e una pagina scritta entrava dentro rimanendoxi per sempre... senza possibilità alcuna di tradimento..
Adesso ho capito.. E' inutile, non avrò altro tempo, i libri se lo prenderanno tutto...
... a qualcuno toccherà impacchettare i miei reggiseni.. :)