mercoledì 29 dicembre 2010

La quiete poco più di un'ora fa...

Possibile che la vita resti piatta per mesi, a volte per anni.. e che poi all'improvviso.. cominci a smuoversi?
Come un terremoto.. partendo da una prima più debole scossa tellurica ci avverte dell'imminente catastrofe distruggendo poi tutto fino a lasciarci esausti con tante piccole scosse di varia intensità, così la vita in certe fasi particolari sembra irrompere su di noi.
A me l'ineluttabilità di questo fenomeno ormai constatata sulla pelle degli altri come della mia, è sempre sembrata ironicamente amara oltre che strana .
La legge del piano inclinato che riduttivamente mi salta in testa ogni qual volta incorro in situazioni del genere, insegna che se qualcosa deve cadere non finirà di scendere.. anzi prenderà velocità.. Fin quando non avrà esaurito il suo tragitto.
Ma Quanto è lungo il tragitto?? Quello di oggi ad esempio.. Quanto durerà?
Impossibile a dirsi.. Eppure mi piacerebbe saperlo.
Per un tempo lungo hai lavorato nello stesso posto.. Hai avuto gli stessi amici, camminato e vissuto nello stesso luogo.. la stessa casa.
Poi all'improvviso il trasloco, amici che ti deludono , che cambiano, lavori che saltono, nuove ricerche di lavoro.. Nuovi amici.. un ragazzo.
Tutto cambia. E sei sperduta. Non fai in tempo a dire.. "Devo risolvere una cosa" che subito un'altra si mette in coda già in ritardo per essere compiuta.
Ed io mi chiedo cosa succede, cosa scatta nell'aria.. Un cortocircuito.. Un incontro di pianeti.. Cosa incide perchè tutto questo avvenga?
E' inutile la risposta non la trovo.. Ma sento limpidamente che i cambiamenti non vanno mai rifiutati.. Che dobbiamo essere pronti ad aprire porte, farcele chiudere in faccia ..e poi aprirne ancora..
Alla ricerca costante di una nuova armonia..che duri.
Almeno per un pò.

mercoledì 6 ottobre 2010

FRAGILE

E' il momento del trasloco.
La montagna di cose che vanno impacchettate sembra infinita.
Ma c'è molta carica. E' necessario risparmiare soldi e bisogna organizzarsi .
E' Così che per dividere tempo e lavoro pensavo di chiudere in scatole da sola tutto ciò che ho di personale , mentre far chiudere ad altri i miei amici santi e sempre super disponibili quelle cose che non rivelano niente di me, che non sono "intime" percosìdire.
Tiro così giù un piccolo piano di svolgimento lavori e stimo che nel giro di pochi giorni riusciremo a fare un centinaio di pacchi.
In questo caos dimorante nella testa è stato quindi necessario suddividere nelle due parti che seguono l'organizzazione: gli "oggetti personali": maglie, lenzuona, coperte, biancheria intima e quant'altro e la sessione "oggetti impersonali" e quindi impacchetabili da altri: la roba della cucina tutta, i mobili, l'oggettistica varia, non ultimi le valanghe di libri che, buttati in ogni dove, affollano casa..
Quelli di mia madre, quelli che furono di mio padre. I miei.
Darò un bel filo di spago lungo ai miei amici e ne faremo pacchi da asporto. Così credevo.

Mentre procedo nel tentativo di capire quante scatole ne deriveranno, mi fermo incerta davanti alla maestosità ingombrante di questa libreria..
Non riesco a farmi un'idea dell'ingombro effettivo e del peso di ogni cartone quindi decido velocemente che è meglio sia io a cominciare .. Avere un esempio, e lasciare gli altri intervenire dopo.

Con uno scatolone e un pò di scotch mi avvicino ed inizio.
Senza nè badarci troppo e senza ossequità alcuna nei confronti di tutte quelle pagine prendo velocemente tre quattro libri, quelli ke la capienza della mano può permettersi, e mentre mi preparo a riporli, di sfuggita incontro un titolo "Quando Teresa si arrabbiò con Dio"
Questo è il momento esatto in cui stamane mi sono bloccata.
Lessi quel libro, forse più di dieci anni fa, in età post adolescenziale.
Fu proprio con lui che per la prima volta capii che la surrealtà mi calzava a pennello. Solo Poi arrivarono Murakami Haruki, o l'amato Pennac amante di un' estate intera..
La mente ormai è sveglia e gli occhi si spalancano alla ricerca curiosa di pezzi..
che non sono più solo tomi scomodi di una libreria da traslocare ma frammenti di vita.

Comincio così a guardare attentamente cosa sto spostando..
Adesso è la volta di " Come il mare"
che Non ricordo nemmeno se riuscii a finire, dando una delusione a mia madre che era convinta avessi ereditato il suo amore per Wilbur Smith e i suoi viaggi lontani...
Adesso quella di Asimov, che ho sempre odiato.. anche se provai a condividere il piacere con mio padre ma senza mai riuscire..
Li metto via con delicatezza entrambi , meritevoli di stare nella stessa scatola con i capisaldi, d'altronde a loro volta mi hanno fatto capire cosa NON mi piace.
In preda ad una frenesia di emozioni, mi sono accesa una sigaretta unendo un pò di smog alla polvere (che in quel momento era calzatamente poetica tra i libri e gli scaffali..)
Ho tirato giù letture non mie, e romanzi che avevo perfino dimenticato di aver letto.. ("Il ragazzo che amava shakespeare" ad esempio fu una gran delusione)
E ancora lì dietro si mostrano altri libri : mostri sacri della mia biblioteca personale.. IL CONTE DI MONTECRISTO.. CYRANO.. JANE EYRE...
Rimango intrappolata nella coltre di intrighi inventata da Dantès per vendicarsi.. dalla figura di una donna e di un uomo incredibile..
Mi perdo nel pensiero che un tempo di fronte a quelle letture mi sentissi inadeguata, spaventata dalla loro grandezza quando oggi sono i punti saldi della mia coscienza letteraria..
Ma non c'è tempo per pensare ad un'opera sola che tutta la bibliografia di Baricco e Coehlo passa tra le mie mani per essere deposta..
All'improvviso sono appena maggiorenne in Calabria, leggo libri dai titoli fantastici..
Castelli di rabbia, Come il mare, City... Veronika decide di morire..
Storie che hanno fatto parte di un momento in cui c'era troppa tristezza dentro me e che leggermente con le loro magiche parole mi hanno distratto.. .
Libri libri libri..
Passa la Mazzantini Passa Benni.. Passa Romagnoli
( ho addirittura comprato due copie di "solo i treni hanno la strada segnata???"
E subito ricordo quanto mi è piaciuto e a chi volevo regalarlo.. Ormai parte del mio passato..
Incappo nei "monologhi della vagina"... la versione teatrale mi fece morire dal ridere..
Trovo Grossman.. povero amore cerbiatto, Trovo Saramago, trovo Lolita.
Unica lettura scolastica ben consigliata agli effetti..
Manuali sull'autocontrollo, sulla riscoperta di se, e sulla stessa ma con ironia (vedi come smettere di farsi le seghe mentale in...)
E poi Le saghe che mi hanno intrappolato.. Ma dove le metto??
Passano Twilight, Harry Potter.. Stieg Larssonn.. I vari Ramses.. Passano tutti..

Tutti così diversi eppure così insieme.. Come se la vita fosse questo.. Un ammasso di libri diversissimi tra loro ma che entrano a far parte di te come gli eventi che accadono.. E che non riesci più a slegare chiusi come sono in una ragnatela di percorsi che in un momento o in un altro ti hanno spinto a sceglierli, leggerli amarli poi tenerli sempre con te o dimenticarli..
Sono stata stupida.. Ho pensato che qualcuno potesse legare i miei libri e portarli via come se non fossero personali, come se niente fosse, e invece mi accorgo, con il cuore in gola, che mi scorrono davanti come i giorni del passato.. che ci tengo da morire. che sono miei.. che non voglio che nessuno li tocchi e che forse nn c'è molto altro di più personale come qualcosa che silenziosamente, mentre lo sfogliavi, all'ombra del tuo mondo protetto .. quello che si forma tra gli occhi e una pagina scritta entrava dentro rimanendoxi per sempre... senza possibilità alcuna di tradimento..
Adesso ho capito.. E' inutile, non avrò altro tempo, i libri se lo prenderanno tutto...
... a qualcuno toccherà impacchettare i miei reggiseni.. :)

martedì 10 agosto 2010

Anche se non sembra.


Sei stata per 20 estati in un posto che amavi più di te stessa, eppure oggi, al ricordo, ti è sembrato distante, come se non ti fosse mai appartenuto.

La parte più divertente della tua vita un tempo gli girava intorno.

Quel luogo che oggi sembra così lontano e sperduto, ha conosciuto tuo padre, quando ancora stavate tutti bene, potevate investire soldi e decidere collettivamente di comprare quella casa in Calabria.

Un pomeriggio mentre giocavi nel giardino e te ne stavi appoggiata ad un muretto, un cane di nome Diana, tutto giallo, si è accovacciato sotto le tue gambe e sei rimasta ore ad aspettare che andasse via da solo, per non disturbarlo, ma lui non si muoveva, dormiva. In quel preciso istante Hai capito che i cani erano fatti per te.

Sei tornata a casa ogni sera mentre i grilli frinivano, nascosti nella vegetazione arida estiva, con le ginestre giallissime e l'odore del rosmarino ad accompagnarti lungo il sentiero.

Hai frequentato mille persone, dieci sono diventate il tuo gruppo, che poi si è aperto, chiuso, è cambiato.. Crescendo e rinnovandosi mentre crescevi anche tu.

Alcune di quelle persone oggi sono i tuoi migliori amici.

Hai vissuto il tuo caos.. Ti sei ubriacata quando dovevi ubriacarti.. ed hai fumato quando sembrava giusto fumare. Poi non hai smesso. Non ha smesso nessuno.

Hai girovagato in cerca del tuo gatto sperduto nelle vie del villaggio per poi ritrovarlo nascosto sotto il cuscino, e quando arrivò il cane lo hai visto diventare amico di tutti.

Addirittura la nonna cominciò a portarla fuori, proprio lei che odiava tutto il regno animale, ma kelly no. Kelly era diversa. :)

Sei salita in moto, hai rubato la macchina dei tuoi genitori solo per mangiare un cornetto alle tre del mattino con gli amici.

Hai salutato il casellante, perchè il casellante va sempre salutato.

Troisi insegna. Una volta hai finto di sparargli.. Forse più di una.. Sarà stata la vicinanza di amici più matti di te.

Hai giocato a risiko a monopoli.. a baywatch. Ti hanno sempre salvata.

insomma.

Ti ha punto un'ape.. Hai Partecipato ad una seduta spiritica.. (o forse hai visto altri partecipare tu celebre cuor di leone... ) ...sei passata da case di altri per arrivare in club house e poi scendere nella stall house..

Hai mangiato un panzerotto. Hai guardato le stelle cadere sperando che il tuo desiderio si avverasse.

Hai raccontato bugie innocenti per rimanere dieci minuti di più in piscina seduta su una sdraio di plastica bianca a raccontare cazzate..

Hai riso riso riso..


Ed ora ti sembra tutto così lontano.

E' sbiadito il ricordo. Come se si parlasse di una vita fa.

Eppure quel mare quel villaggio ti ha posseduto. Ti possederà sempre. Lì dove sentirsi a casa era consuetudine, e tutto, anche le cose peggiori, passavano all'alba del giorno dopo.

Forse possiamo trattenere più vite nel nostro cuore, anche se per andare avanti dobbiamo archiviarle come se non ci facesse un pò male pensare che sono passate.

E questa malinconia leggera che provo adesso è solo un meraviglioso scotto da pagare per portare con me dentro così tanta meraviglia. Lì dove c'è un posto, dei ricordi e degli amici, che ho amato e che tuttora custodisco, gelosamente.

Sembrava distante, mentre è di nuovo, come sempre, tutto qui.

Un balcone, un'isola, del traffico che sale e scende..

sabato 7 agosto 2010

Un semplice click


Mi sveglio una mattina troppo presto rispetto all'ora di rientro.. e sono già cupa..forse ho troppo sonno o forse i racconti del giorno precedente mi hanno appesantito.

Ma è sabato.. la giornata è appena cominciata, più tardi vedrò i miei amici, prenderò il sole, magari ballerò.


Apro facebook e dando uno sguardo in giro mi imbatto in discussioni pesanti tra amici.. Cose dette pubblicamente senza rispetto..(un tempo i panni si lavavano in casa e c'era una cosa chiamata intimità).. Con una rabbia.. Un risentimento.. E Mi chiedo da dove venga tutta questa rabbia e perchè le persone se la buttino una sull'altro, mettano in mezzo persone che non c'entrano, paragonandosi ad altri ancora, invece di guardarsi allo specchio e risolversi prima di distruggere tutto ciò che li circonda con la facilità di un click..

mi chiedo perchè le persone non si vedano e non chiariscano piuttosto che urlare pubblicamente il loro rancore ferendosi.. Continuo a farmi domande e mentre me le pongo le risposte sono talmente tristi che mi arrendo: l'unico modo per non assistere a tanta negatività è cancellarsi.. Venirne fuori.. Non farsi coinvolgere : anche se dentro ci sono nostri amici, anche se ti sembra tutto ingiusto e tutto talmente misero nel suo svolgimento e nella sua risoluzione che vorresti urlarlo.. Che la vita è altrove.. Non su questi piccoli schermi.. Dove anche gli affetti più veri o più difficili o lontani si riducono ad un'iconcina in home page.
Il dialogo non servirebbe. Hai provato. E' stato inutile.

Poi ricordo che è sempre una mattina di sabato .. che in questo modo questo schifo mi ha coinvolto. Ci coinvolge tutti.. E allora di fronte a tanta stupidità irreversibile.. sogno e fantastico una semplice procedura elettronica:
Vuoi rimuovere la stupidità da alcuni dei tuoi amici di facebook??
Si. Si.
segnalarla e bloccarla??

Elimina. Segnala. Blocca.
Stop.

venerdì 23 luglio 2010

Ercole


Nella mitologia greca il mostro Idra aveva nove teste di serpente.
Il corpo era di un drago gigantesco e senza ali. Qualsiasi testa venisse tagliata, subito ne rispuntavano due. Il sangue e il fiato dell'Idra erano veleno mortale.
Delle nove teste una, la centrale era immortale.
La vita è un pò così, passi il tempo a tagliar teste.
Tagli la testa alla povertà d'animo per non farti toccare, potrebbe avvelenarti,
alle delusioni, cercando di dimenticarle,
alle persone che ti fanno male, sperando che funzioni come rimedio,
a chi non vuole sentire e a chi non è aperto, a chi è invidioso e a chi ce l'ha con te per il semplice motivo che sorridi.
E cazzarola continuano a rispuntare ste maledette teste.. Ercole nella seconda delle sue fatiche, nel tentativo di ucciderla deve aver fatto facce piuttosto buffe nel vederne ricrescere due al posto di una..(lo immagino con un sopracciglio corrucciato..il destro sopra il sinistro.. come a dire: Sto a fa un casinoooooo... )
Continui a tagliare imperterrita.. Sperando un giorno di arrivare a quella centrale... E ucciderla questa dannata cattiveria che circola..
Probabilmente come con l'Idra scoprirai che la testa centrale è immortale..
E allora capirai ciò che hai sempre saputo..Che non è importante raggiungerlo l'obiettivo quanto perseguirlo..E Che ciò che ti ha tenuto in piedi è stato il continuo tentativo di batterlo questo mostro, anche se ricresceva sempre.. Anche se era impossibile.. Anche se sogghignava beffardo.
In quel tempo combattendolo.. camminando.. CREDENDO... Lo hai arginato.. E forse in fondo.. Anche se non lo hai sconfitto...
Hai vinto , hai resistito, vivendo come hai scelto tu. Combattendo per i tuoi principi.
Ercole in fondo ce l'ha fatta.. Noi non avremo i suoi muscoli e non siamo semi-dei ma nemmeno un nome così assurdo e una fascetta coatta in testa se è per questo.. quindi perchè no?? :)


mercoledì 21 luglio 2010

Gente ke parlano!

La gente parlano. Errato grammaticalmente.
Eppure secondo me Il plurale sulla gente rende maggiormente l'idea ..
In merito alla multitudine che parlano, mi ronza sempre in testa un aneddotto che mi raccontò anni fa la mamma.
Erano tempi in cui, ancora adolescente da poco in gruppo, capitavano le prime esperienze di vita sociale/adolescenziale, ed in cui mi imbattevo con stuporemistorabbia nelle dicerie e le malelingue.

Mamma mi raccontava che appena sposata aveva l'abitudine di affacciarsi al balcone per salutare papà che andava a lavoro.
Da lì su, gli spediva un bacetto, di quelli che si depositano con cura su una mano e che in un soffio vengono delicatemente spinti verso le labbra dell'amato prima di sparire dietro un angolo, o dentro la macchina.
All'apparenza questo gentile scambio di effusioni.. Romantico e dolce ... Non richiederebbe alcunchè da aggiungere..
Vedendo un gesto così bsognerebbe semplicemente dire "quanta grazia"
Ma la gente, le genti anzi, parlano.
Fu detto a mia mamma , o piuttosto le fu riportato, che era brutto salutare così
sulla finestra.. che appariva come una donnetta disperata che non sa cosa fare quando va via il marito.. Un pò succube e un pò triste..
Detto questo , dobbiamo anche dire che , alla vicina di casa che non salutava il marito dalla finestra quando usciva, venne riportato che la gente pensasse che il loro matrimonio fosse un pò in crisi.. Visto che non si salutavano nemmeno con un bacino.
Questo un giorno di tanti anni fa mi fece riflettere.
Uno di quei pensieri che fatti una volta se li capisci per benino non te li fai mai più. Li dai per somatizzati ad eternum.
E' proprio vero : qualsiasi cosa farai la gente parleranno lo stesso.
E per di più male.
Quindi tanto vale non preoccuparsene. Inevitabile est (in latino maccheronico prende un valore sacro indiscutibile)
Sarà mai successo che qualcuno abbia visto un altro uscire di casa con un sorriso smagliante,
cosa che stranamente tuttora capita di vedere in giro, e invece di pensare che stia nascondendo chissà quale tristezza.. Pensi: ma che bella espressione.. magari il mondo le sorride e viceversa??
UTOPIE??
Non possono piacerci tutte le genti, alcune persone ci urtano e viene normale anche parlarne quando non ci sono ma, perchè c'è sempre un ma, almeno prima potremmo provare a credere che quello che fanno vedere sia vero.
Cercare sempre il bello e il vero negli altri non è poi così difficile
La gente parlavano, parlano e parleranno sempre.. Diranno che sei sciocco, che sei freddo, algido, troppo caloroso, stronzo, antipatico e dedurrano le precedenti emozioni da semplici gesti, parole..
In questo caso La gente parlando diranno che sono analfabeta.. ;)

..E fomentandoli... RIDO.. :)




martedì 13 luglio 2010

la traduttrice di emozioni

Aveva la calzante fissazione di non ascoltare con le orecchie ma bensì con gli occhi. D'altronde il fatto che un orecchio nemmeno le funzionasse perfettamente, -da piccola a causa di un fortuito scoppio di un petardo smise di sentire le vibrazioni delle voci parlate.-avvalorava la tesi che un destino la seguisse dalla nascita.
Evidentemente Il suo corpo prima di lei aveva aderito ad un insolito processo di rifiuto della realtà triste.
Forse per questo motivo o solo per un' attitudine personale, prima di fare il percorso verso le orecchie, le parole con lei passavano direttamente attraverso la retina dopo aver attraversato la pupilla, girovagato per la sua verdissima iride, e finalmente, filtrate e poi assimilate, arrivavano a destinazione nella testa.

Il suo occhio non si limitava semplicemente ad ascoltare però, quello avrebbe potuto farlo un banalissimo orecchio ben funzionante, ma era piuttosto un fine traduttore di termini.
Attraverso tutto ciò che usciva dalla bocca di una persona e filtrando le frasi con gli occhi , si faceva un'idea tutta sua.
Come in una traduzione di greco si guardano i vocaboli, si cercano sul dizionario e poi siamo noi a dar loro il senso del discorso.. Così lei univa e SIGNIFICAVA a suo piacimento parole alla ricerca piuttosto che del senso corretto.. del più bello.
Guardava alla costruzione mentale della persona che si nascondeva dietro tante frasi: Quanto dolore, quanta felicità.. Quanto valore.. Quanti sorrisi e quante lacrime...
Spesso si perdeva in questi meandri pensierosi, era un processo naturale.

Per lei era come se scrutando attentamente con gli occhi potesse afferrare il passato, il presente e magari ipotizzare un futuro della persona trovatasi di fronte.

Se non le piaceva ciò che significavano alcuni discorsi spiacevoli, automaticamente l'occhio falsificava la realtà alterandone riccamente il senso. Lo colorava anche o lo perfezionava, smussandolo, prima ancora che arrivasse a mèta.


In pratica Accadeva spesso che le realtà povere e per questo disarmanti venissero tradotte in qualcosa di più delicato.. Stravagantemente solare.

A volte si ritrovava molto davanti a loro, a volte dietro.. A volte proprio loro, le varie realtà, svanivano e se ne formavano delle altre, decisamente più belle.


Non è forse vero che finchè non sappiamo un fatto, quello per noi non è ancora avvenuto?? Che fuggendo una notizia , ad esempio una di quelle atroci, Grossman dice più o meno la stessa cosa nel libro "a un cerbiatto somiglia il nostro amore", e facendo in modo che non arrivi, saremmo salvi dalle reazioni e dal dolore che l'apprendimento della stessa comporterebbe??


.. La dipartita di qualcuno che amiamo ad esempio: se per giorni fuggissimo il telegramma che c'è nella cassetta della posta, o se evitassimo il postino..o l'sms nel telefono ormai.. Non eviteremmo per un pò del dolore?

Se ne deduce che le cose che accadono sono vere x noi solo nel momento stesso in cui ci si interfacciano; di conseguenza modificarle e/o fuggirle equivarrebbe a cambiare un pò il corso della storia.. O quantomeno in un certo qual modo.. Posticiparlo.

Questo era per lei tradurre la realtà: fuga e salvezza. Da quelle verità tristi, anche le più sciocche e disarmanti, che circondandoci giorno dopo giorno, delusione dopo delusione.. Ci renderebbero aridi. Modificava la verità non per paura dell'ignoto.. Quanto per consapevolezza della povertà del vero. Quindi perchè non rendere legittima la sua traduzione della realtà positiva??

Come in un piccolo canale di scolo le altre, le brutte parole x intendersi , andavano via con le frasi infelici e i contenuti tristi... in una scia di lacrime al margine dell'occhio. In un piccolo rigagnolo di cose da buttar via.. Finivano in un kleenex dove è giusto che fossero piuttosto che depositate chissà dove a marcire.

Le altre, quelle belle e che le piacevano andavano a depositarsi nel colore.. Che si caricava d'intensità ogni qual volta che un'emozione sincera veniva a scontrarsi con loro.




continua...

giovedì 8 luglio 2010

Nike da combattimento

Abbiamo i biglietti per il concerto di Ligabue.
D'altronde la mia amica ed io avevamo chiesto biglietti a mezzo mondo, da qualche parte dovevano pur arrivare.
E la mia mente vaga a ricordi lontanissimi. il 1992 forse..
Andava di moda possedere le superga di colori inimmaginabili.
Ero una di quelle poche fortunate ad aver trovato le ambitissime: verde mela.. Anche se qualcuno era riuscito addirittura a trovarle rosa salmone. Le solite sculate.
Il concerto in questione si teneva in Calabria, nello stadio della squadra locale a Tortora.
Unica data calabra di Eros Ramazzotti.. un evento eccezionale.
I biglietti li avevamo da tre mesi prima.
Quando aprirono i cancelli una marea di gente cominciò a correre verso le transenne per assicurarsi il posto più vicino al cantante.
Noi atletici, ancora pallavolisti convinti, giovani forti e scattanti finimmo in seconda fila.
Nulla ci avrebbe scostato da lì.
Un piccolo dettaglio era l'orario, appena le tre del pomeriggio, il sole di agosto batteva i record degli ultimi dieci anni.
Aspettammo ore canticchiando canzoni e guadagnando centimetri e posizioni più centrali..
Finchè alle dieci, con il degno ritardo che si deve ad un'artista che si è fatto financo pagare.. La musica partì.
Passarano i primi venti minuti di quei momenti di tale emozione che credi ricorderai per tutta la vita - in verità ricorderai quando il ragazzo ti ha lasciato, quando tua mamma ti ha detto : Usi il preservativo???.. O quando a scuola sei stata bocciata -
All'improvviso la mia migliore amica accusò un piccolo cedimento , aggravato da onde impetuose che ci spostavano a destra e sinistra rispetto all'asse del nostro corpo..
Il cedimento divenne vertigine e ben presto dovemmo arrenderci al pensiero di tornare indietro..
In quel mentre nell'atto dimesso di girarmi, forse distratta dalla tristezza dello spostamento così faticosamente guadagnato oppure spinta da un'onda anomala di fan impazziti.. La mia superga verde si sfilò.. Finendo in un marasma di piedi inamovibili.. E intricati come un labirinto..
L'avevo cercata per mesi.. Forse per anni.. E lei, la mia idolatrata scarpetta svanì in men che non si dica nel nulla..
Svanì Eros, Svanì Valentina, Svanirono tutti.. La cercavo follemente. Ma appena la intravedevo e mi piegavo per raggiungerla un'altra onda mi spingeva via..

Strani i ricordi... Perchè questo è tutto ciò che ricordo di quella schifosissima serata...
Tornai a casa zoppicando senza una scarpa.

Questa volta Ligabue non mi frega. Vado con le Nike da combattimento.

lunedì 5 luglio 2010

Altrove

http://www.youtube.com/watch?v=RD3WwM6l1J0&feature=related

da sentire durante la lettura.


Mi sveglio nervosa, fin troppo agitata.
Fa un caldo eccessivo, questo esaspera maggiormente il mio alienamento.
Arrivo in ufficio trafelata. Odio correre. Non riesco nemmeno a fare la mia seconda colazione.
Il nervosismo corre su fili invisibili e sale.
Sale.
Fa caldissimo.
Ho proprio bisogno di staccare. Anche se ho appena cominciato ed è solo lunedì.
Allora accendo la musica e sento Le valse d'Amelie...
Comincia con qualche piccola nota magica.. Un dolce scampanellio.. Birbante.. Allegro e solitario..
Come se da lontano stesse arrivando qualcuno... Un folletto... Una magia... Una farfalla..
Lentamente avanza la musica.. le note si allungano e si uniscono in una melodia di piccoli trilli...
Finchè verso metà della canzone tutto comincia a congiungersi e ad amalgamarsi in un unico flusso .. Improvvisamente scorre,.... scorre ed esce dalle casse così come entra dentro me. Ed io la sento. Tra le dita che scrivono velocemente sulla tastiera e passano sulle mie guance accarezzandomi e dando una sensazione di freschezza... e poi scendono sul collo e mi massaggiano quel male che da un pò di giorni sento finchè entrano tra le vene e si attorcigliano... Come fili colorati intorno ai muscoli prima e ai nervi dopo....E passando in mezzo a tutta me , si disperdono e allungano la tensione ... la fanno scorrere giù...
Sono ad occhi chiusi e sto sognando leggera.
Sorrido anche.
Ho cavalcato quello che ormai è stato un flusso, un'onda, che sta già tornando a riva... Dolcemente.
Riapro gli occhi, sono di nuovo qui.

martedì 22 giugno 2010

Ignoranti.

Dicono che la legge non ammetta ignoranza. In generale si potrebbe espandere il concetto e dire che la vita non ammetta ignoranza...

I motti popolari sono delle grandi verità. Ma io spesso ne resto comunque interdetta.

Avete mai fatto caso a quante nozioni bisognerebbe conoscere per essere rispettati??
Secondo me non è vero che la leggebarravita non ammette ignoranza ma di contro è vero che chi sa e dunque non ignora un determinato argomento.. Farà in modo e maniera che pochi altri ne sappiano e Possano così' interagire.

Parafrasando il detto semanticamente, si potrebbe anche dire che la vita non ammette gli ignoranti..

Ma Nel senso che proprio non li fa entrare. Li lascia fuori a morire di pizzichi si direbbe a Roma. A meno che tu non abbia i soldi.. Perchè il detto si potrebbe semplicemente allargare : la legge ammette il ricco ignorante.
MA questo è un altro argomento.

E' inutile: se non sai non capirai.

Non vedo in giro tutta questa gente disposta a darti in mano le chiavi del proprio sapere. Devi faticare, insistere e applicarti e pur così facendo.. Niente chiavi. Solo maree di concetti nebulosi all'interno di una mente ignara.

In questi giorni sono particolarmente colpita dalla mancanza di informazione e da quanto questo inibisca la conoscenza delle cose necessarie in un determinato momento storico e ancora di quanto tutto questo ci renda tremendamente fragili nei confronti del mondo.

Sono certa che tutti noi incorriamo quotidianamente in falle di ignoranza.

Qualora si tratti di comprare una casa, di devitalizzare un dente o di aggiustare una macchina..
In ognuno di questi esempi .. Dovrai tenere una mano al portafoglio e una mano all'amuleto che hai nella tasca sinistra.
"speriamo vada bene.. " proprio tu che sei ateo convinto Ti ripeterai questa nenia appellandoti ad un santo,ad una divinità pagana e non.. a Kundalini e a Buddha in persona se serve..

La verità è che se non sei un esperto del settore in cui vieni ad incrociarti sarai sempre alla mercè di chi ti indica e suggerisce. E se la persona addetta a tale scopo non è di fiducia.. (sfido chiunque ad avere amici in ogni settore) allora sei fregata..
Certo avresti potuto laurearti in medicina, aprire un'officina e contestualmente fare il costruttore nonchè il venditore di immobili e il notaio invece di cazzeggiare al DAMS vedendo film tedeschi neo realisti.. Ma non te l'avevano detto.. che l'avresti pagata la tua fame di letteratura..

Succede che poi, proprio per aver trascorso molto tempo davanti ad uno schermo o magari ad un' aula ad ascoltare del metodo Stanislavskij, qualcuno di questi professionisti ti dica cose incomprensibili.. Ammortizzatori che non ammortizzano.. Alternatori che non alternano.. Ascessi che non passano e ponti che si spezzano.. Intercapedini scomparse e documenti dai nomi più impensabili..

E tu proprio allora vorresti mollare tutto : costruirti una bella dentiera, buttare la macchina e usare i pattini, e magari andare a vivere serenamente nei campi.. Tra formiche e api mielefattrici..

Inoltre Quando accadono queste cose che ovviamente lasciano in uno stato di impotenza sofferentissimo...economicamente disfatti e psicologicamente insicuri..Tutti noi, ci facciamo la stessa domanda...

Quante cazzo di cose dovremmo sapere?
Quante per non essere ignoranti e quante per non subire ciò che l'ignorante subisce??
Maltrattamenti, risatine e spallucce di comprensione, raggiri e errori medici paramedici meccanici fisici

...
poi dicono che uno si inventa le malattie psicologiche...

per lo meno x quelle basta conoscere se stessi..


Ah va bè... allora...

Un disastro.

martedì 15 giugno 2010

Herpes da stress

Io sono in mezzo al traffico. O sono sotto la pioggia che scende per recuperare uno dei 4 caffè giornalieri.
Sono tra la gente che balla. O quella che lavora. Sono tra sconosciuti che non sanno niente di me. E poi Sono con mia mamma. Al telefono con le amiche. O con la musica alta.
Sono con mille pensieri che corrono. Sono indecisa su cosa indossare, cosa mangiare quando andare a dormire. Troppo presto troppo tardi. Sempre troppo tardi. Sono qui che combatto con le mie paranoie le mie fobie.. Le mie profondità e le mie bassezze.
Sono lì che vedo cose, ne scelgo altre, mi arrabbatto per potermele permettere.
E sono sotto il sole che irrita, o sulla sabbia che incasina.
Io sono il caos. Sono il mare.

Mi piacerebbe essere altrove. Mi piacerebbe essere, libro in mano, possibilmente di poesie neo romantiche, racconti surreal-onirici, con una lieve brezza che soffi da un lato.. E un pò di sole che non faccia sentire il vento.. che sia il vento a non far sentire il sole.. Una bottiglietta d'acqua sulla destra.. Con la schiena appoggiata sul tronco di un albero frondoso, lì dove io vorrei essere sotto. All'ombra. Serena. Magari tra le braccia laterali di qualcuno che ascolta, che sa ascoltare me come il silenzio di questo bosco che immagino. Che sa dire cose che non stonano l'atmosfera. Niente formiche S.V.P.... Solo verde.
Mi piacerebbe essere un lago. La calma.

E invece sono in ufficio. Sento in lontananza la voce del capo che irrita. Ho un herpes zoster simplex..
Cazzo.

mercoledì 9 giugno 2010

La principessa sputafuoco!

Questa mattina al bar ho risposto male ad un signore.
Il che mi fa venire in mente che a volte prendo le sembianze di qualcuna che sono io ma totalmente diversa.
Mi alzo la mattina.. faccio di tutto per essere al meglio.. così mi preparo : carina e pettinata... Indosso un pantalone bianco ben stirato.. una magliettina con scollo a barchetta contenuto.. Scarpette da ginnastica ...Esco..
Arrivo al bar e vorrei fare colazione in serenità, scambiando parole gentili con gli altri avventori, leggere l'oroscopo di Branko a pagina 20 del Messaggero.. Sapere cose tutte positive..
Poi i miei piani vengono sconvolti da un demente.. Che oltre a guardarmi libidinosamente il fondoschiena che non ho... Farfuglia nel mentre stupidità incredibili sul nostro Totti nazionale..
Decide di parlarmi... Di prima mattina... mmmm
Ovviamente il suo QI è ben sotto la media.. Parla in una calata fortemente romana..
Vuole sapere il mio parere- tanto per parlare... Lo chiede con stupidità e con fare ammiccante..
Cerca appoggio.. cerca un rimorchio... Ma detto tra noi, non sa, CERCA GUAI..
The beginning
"...No, signorì (signorì a chi??!!!io gli porgo la schiena vaga..) dico a lei, signorina bella, non pensa pure lei che er Totti si sia comportato da bastardo con quel Balotelli?? Dica dica...Che voi donne di buone maniere ce capite e quer Totti è un bel cafone... Lei è una modella??? "
Emmm.... MI irrigidisco... La scollatura sprofonda più in basso, evidentemente ho inarcato troppo le spalle.. Il pantalone bianco non è più stirato ed i capelli vengono immediatamente raccolti da una matita cacciata fuori dalla borsa per prepararmi all'arringa che spero concluda questo sciocco scambio d'idee...
"Allora innanzitutto.. Per me, se proprio lo vuole sapere, Totti nn si tocca.. E comincio a prendere anche io quella inflessione romana tipica dei rioni più malfamati.. MI sembra che dalla mia bocca esca come: NUN SE TOCCA...
Poi senta quel Balotelli lì, lo odiano tutti.. è un ragazzino e viene a sbeffeggiare il capitano che in tanti anni si è procurato tutta la stima del popolo romano e oltre.. Beneficienza.. Campi per bambini.. Pubblicità simpatiche e matrimonio perfetto con figli...
Ora lei se mi difende uno che sta antipatico anche a quelli della sua stessa squadra..Di cui lei immagino lei sia tristemente.. e che ha fatto della provocazione sistematica il suo punto di spicco, ne deduco che evidentemente Lei , è come lui... E qui mi fermo, anche perchè le ricordo.. Che non ci conosciamo.. :) Sorrido... Sto rientrando in me...
"Ammazza signorì... Totti è un infame.. L'inter per fortuna comanda.."
"e te credo con tutti quei soldi che avete ci mankerebbe anche di perdere..."
Silenzio...

Ritorno pienamente in me, do una lisciata ai pantaloni.. Rientro la maglietta di quei dieci centimentri sulle spalle.. Mi aggiusto gli occhiali, riprendendoli dalla borsa..
Ed esco, saluto tutti garbatamente..
E' stato un piacere ... Grazie.. Sorrido delicatamente.
Le loro facce si stanno chiedendo a quale strano animale mitologico io assomigli..
Una principessina che all'improvviso diventa un dragosputafuoco, che poi ritorna ad essere principessina e va via..
Li dove sono passata si vede ancora il fumo però...

Ed io rido.. proprio così.. Rido... mentre vado via.. :)

The end.

giovedì 27 maggio 2010

Il vaso di Pandora...

Parlando con un'amica pensavo...

Si narra che un tempo, molto tempo fa, Pandora fu creata da Zeus per punire gli uomini della loro malvagità .
Chiamò Vulcano, che stava dormendo su di un letto nuvoloso e sotto una coperta decorata da fulmini e saette, e, svegliatolo di soprassalto, gli commissionò l'opera d'arte.
Vulcano, o Efesto, che dir si voglia, dopo una giornata di duro lavoro in officina, pur pensando che costruire una donna non fosse un lavoro semplice come forgiare una spada, si alzò dal letto scocciato, si tolse qualche tuono dalle scarpe, e non potendo declinare l'invito, cominciò a lavorare.
Ne modellò prima la forma su un foglio di carta rosa.. Poi Prese un pò d'argilla.. La manipolò per benino finchè quella massa senza senso non cominciò a prendere le sembianze di una bellissima mortale .
Per finire e darle un'anima le soffiò un pò di quel fuoco divino che bruciava nelle pire immense dell' Olimpo..
Tutti gli Dei ovviamente accorsero a farle un dono... Chi un vestito, chi i gioielli..
Efesto, Dio inteliggente, pensando che come donna non le bastasse quella già in dotazione, decise di donarle la curiosità.
D'altronde la curiosità è donna.. un pò di più che male potrà fare??
E' da qui che Efesto venne soprannominato "il genio degli Dei..."

Comunque ... Zeus nel mentre ..ma solo dopo averle dato una bella sguardata da maniaco (si sa non se ne lasciava scappare una) per adescarla un pò le regalò un vaso speciale...
Un bel cofanetto intarsiato.. All'interno in custodia le diede anche tutti i mali del mondo.
Una sciocchezza da nulla. Come dire, cosa regalo oggi a mia figlia che fa un anno?? Un coltello o una pistola?? Ma va bè...
Agli effetti possiamo dire che avvertì Pandora di non aprirlo mai (una piccola clausola scritta in neretto sotto il vaso..) e subito la instradò, con una pacca sul sedere, ma a cavallo di un cigno bianco, sulla terra...
Ora ricordiamo che Pandora.. Appena creata.. E che sognava di maritare un principe.. (evidentemente Ade le aveva regalato la stupidità) era per l'appunto stata omaggiata di gran curiosità..
Questo dono rese "stranamente" la ragazza un' impicciona curiosona ficcanaso pazzesca..
Fu per questo e dunque non per colpa sua, che, inosservante del consiglio paterno, decise di aprire poco poco il vaso.. Uno spiraglio minuto tanto per vedere che forma avessero poi questi mali..
Non fece in tempo ad alzare il coperchio che una fitta coltre di nubi nere uscirono all'impazzata dal vaso entrando in tutte le case degli uomini.. Tra i mali peggiori che si introdussero nel mondo ne ricordiamo alcuni : la vecchiaia, la gelosia, la malattia e probabilmente anche la cellulite e la pelle buccia d'arancia.
Pandora terrorizzata all'idea della cellulite.. tentò in tutti i modi di richiudere il vaso.. Ma Non ci fu modo.. I mali imperversarono sulla terra.. E da allora.. Bè se prima eravamo malvagi diventammo anche sfigati..
Detto ciò ormai sfranta e sopraffatta dal suo inesorabile destino per il quale era stata per l'appunto creata.. Pandora Guardò dentro il vaso per l'ultima volta e vide un piccolo uccellino azzuro.. in fondo in fondo..
Si narra che quell'uccellino timido fosse la speranza.. Unico regalo fatto agli uomini da Zeus per salvarli da tutti i mali...

E adesso torniamo a noi e a quello che questo mito mi fa pensare.

Una mia amica, ma potrei essere semplicemente anch'io, ha paura di soffrire.
QUesto accade perchè ha già sofferto molto e la vita le ha dimostrato che non c'è mai fine alla caduta che possiamo fare quando un vaso si apre.. Che le persone che amiamo fatalmente possono sparire.
Ha così elaborato una teoria: tenersi lontana il più possibile dalle persone (dagli umani) di modo che il male non possa intervenire.. Non essendoci materiale su cui poter devastare..
In effetti non amando nessuno, si rischia meno.. O così potrebbe sembrare.. (chi non ha formulato, almeno una volta nella vita ed in seguito ad una brutta delusione, un pensiero del genere???)

Il fatto è che purtoppo siamo mortali ed è quasi inevitabile che il vaso venga aperto..
Come quasi impossibile è il non affezzionarsi mai.
Allora cosa possiamo fare per evitare quella caduta violenta che tanto ha spaccato il cuore di chi ha sofferto?
Se non possiamo evitarla.. é pur vero che possiamo arginarla..
Come?
Possiamo munirci di gente, tanta, che amiamo e con cui vale la pena di stare, condividere la maggiorparte dei nostri momenti con persone con cui vale la pena circondarsi., che fanno sorridere il nostro viso e allargare le nostre vedute. Con il cuore aperto..
Lasciarle entrare, provare..
Questo può si, dare in mano al destino (come ad una persona) il potere di portarci via
qualcos' altro, ma ci da anche dell'altro da cui sentirsi riscaldate ogni qual volta che un vaso si aprirà..
In fondo quando c'è poco da perdere, c'è anche poco a cui aggrapparsi per stare bene, e poi in due e anche di più un vaso si ricompone prima no?
In merito alla disgregazione che qualche anima/cuore/cervello/persona subisce nella rottura dei vasi ... Purtroppo credo sia inevitabile..
Tanto vale accrescerla di belle emozioni di modo che ci sia del materiale restante.. Su cui ricostruire il presente.

Tutta la gente e le emozioni di cui ci circonderemo rappresenteranno il nostro uccellino azzuro.
La nostra speranza.

mercoledì 19 maggio 2010

presto o tardi... ??? ........

Brezsny questa mattina, nel suo astratto inglese, mi dice che dovrei approfittare di questo radioso momento per lasciare le emozioni momentanee e i piaceri prevedibili e scendere nei misteri inabissati della mia mente alla ricerca delle gioie più complesse. Liberarmi dei piaceri transitori e dai sogni fugaci in modo da riallinearmi con i miei scopi più profondi. Prendere una pausa dal mio ego e dalle mie ossessioni e riallineare me stessa sulla linea della mia strana, sempre verde, anima.
Cosa avrà voluto dire?
E' un periodo strano questo, da una parte vorrei avere 20 anni.. Fare la vita che mi ero prefissata.. Incontrare un uomo, quello giusto, presentarlo ai miei genitori e pensare che sarà lui quello che conosceranno, quello che resterà, costruire una vita, che abbia solide basi e solidi mattoni... Raccontarla.
Dall'altra 20 anni non li ho più. E questa vita a me non è toccata. Sono cadute le certezze, sono andati via i pilastri che mi sorreggevano, mio padre non c'è più e non conoscerà mai il mio futuro uomo. Se mai avrò un unico futuro uomo. Perchè anche questo progetto finora non si è avverato.
Il sogno standard americano non vale a casa mia.

E allora vago. L'anno scorso mi lamentavo perchè non facevo nulla che mi desse gioia e allegria. Quest'anno la gioia e l'allegria sono di casa.
Dove sto andando però? Ed è poi giusto cercare di sapere dove si sta andando? E se ci avessero inculcato il fine sbagliato, e cioè anzi, se avere un fine fosse sbagliato dato il raggio effimero della vita.

E se a 20 anni giri senza meta.. A 30 è ancora lecito?
Vorrei tanto potermi lasciare andare..
Passiamo la vita a pensare di costruire qualcosa mentre quel qualcosa sfuma in un attimo..
E quando pensiamo di non costruire nulla viviamo e ci divertiamo.
Sono in un momento di vita regalato.
E ciò nonostante so che non potrà durare.
Questo succede a 30 anni. Sei consapevole.
La consapevolezza è una gran bella cosa che rompe le palle.

"Cosa stiamo aspettando?" ci sarebbe da chiedersi..
E la risposta che mi sembra sempre più sensata..
E' sempre quella di Baricco ma parafrasata al contrario...

"Che non sia troppo tardi.. Madame.."

mercoledì 21 aprile 2010

Colazione da Tiffany

Tutti i giorni mi alzo con una discreta allegria addosso. Mi piace pensare che è come se dovessi vincerla la vita.
Vado fiera di questa mia caratteristica e
per quelli che non mi conoscono è importante fare questa premessa.
Altrimenti immaginerebbero un tipo crepuscolare.
Raramente però, come da un paio di giorni a questa parte viceversa, mi alzo e sono già stanca..
La causa è una forte sensazione malinconica dentro.
Se questo è da raccordare al mio passato.. Non lo so.
Chiedermi come sarebbe se avessi un passato diverso è una sciocchezza.
Questa nostalgica acre sensazione che sembra salire dalla bocca dello stomaco, attorcigliandola,
e che sale su fino a lasciare l'amaro in bocca e un leggero stordimento in testa, normalmente va via da sola.
Forse, ma è solo un'ipotesi, in qualche modo ho imparato a farla scivolare mentre un tempo rimanevo a lungo dentro quell'emozione così struggente ma forte come una calamita.
E' pur vero che potrei non essere io l'artefice di questo cambiamento ma che il tempo abbia lavato via l'intensità senza però trascurare la ricorrenza.
Nel definirla potrei dire che è un pò come quando sei innamorata.. e non sei affatto corrisposta.. sarà successo un pò a tutti credo..
Vorresti che il telefono squillasse, che qualcuno ti cercasse.. Che ti amasse.. Che ti volesse bene..
Hai bisogno terribilmente di qualcuno che mangi un pò di quella solitudine interna.
Ovviamente quello è proprio il momento in cui il telefono non squilla.. Aggiungerei un porcaccio giuda.. qui ci sta bene.
Insomma non c'è nulla da fare, il tuo lui ha preferito un'altra : magari insipida gatta morta e per di più nemmeno bella.
E tu, nonostante sai che non chiamerà, aspetti invano guardando il telefono.
Solo che ora mi chiedo.. Chi dovrebbe chiamare se in realtà non sei innamorata? Chi?
Un angelo? Una fata? Un ricordo?
Chi?
Perchè almeno quando sei innamorata sai.
Un esempio perfetto di questa emozione lo troviamo nel film Colazione da Tiffany.
Holly, alias Heaudry Hepburn.. Spiega benissimo questa strana sensazione.. Che lei chiamava "avere le paturnie".. Parlando appunto quei giorni in cui ti senti un vuoto sciocco dentro. Che viene chissà da dove e chissà dove andrà.
Lei,, che è un genio, si sentiva meglio solo nel camminare confusamente davanti alla gioielleria Tiffany per l'appunto.. Con un caffè bollente in mano.
Senza dover comprare nulla. Passeggiare in un posto che ti fa sentire bene. Vedere cose brillanti.
Ecco io ho le paturnie.. Mi piacerebbe poter essere con Elle, la mia macchina, al mare, ma non è possibile.. Sono a lavoro e se dicessi: Capo, ho le paturnie posso andare da Tiffany?
O piuttosto ad Ostia?
Lui non capirebbe , no. Piuttosto mi direbbe : Silvia devi trombare di più!
Vai a lavorare adesso! Via la testa dalle nuvole e fai contratti.
Eppure io non vedo l'ora che queste altre tre ore lavorative passino per potermi sperdere un pò.

mercoledì 17 febbraio 2010

ho vinto.

Accade. Arrivo in ufficio apro una mail di un'Amica. Mi ha dedicato un video. So che mi vuole bene, ma ricordarmelo è meglio.. E' una delle persone che amo di più sulla faccia della terra.. E mi vuole bene.
Mi viene da dire che ho vinto. Sento di vincere. Alla faccia di quei giorni in cui credo di perdere perdere perdere.
Io invece vinco,
... tutti i giorni.
Perchè ho semplicemente quello che conta per me.