sabato 26 dicembre 2009
Altalene...d'umore.
Quest'anno.
Già un mesetto fa girovagavo per le bancarelle di via delle Baleniere..in quel di Ostia.
..mentre giravo cercavo ispirazione.
Un regalo per un'amica o un'idea per la zia.
Aperta, le idee arrivavano..
..un paio di Natali fa. Era tutto diverso.
Un paio di anni fa.. Il mondo si sgretolava intorno a me. Io vedevo così.
Non entrava nulla. Ed io fluttuavo non vivevo,
piuttosto sopravvivevo.
Tutta la bellezza che i miei occhi percepiscono oggi, restava fuori.
Era la stessa che girava ieri??? Si. Ma io non potevo vederla.
Perchè avevo bisogno di tempo.
Tempo.
Allora devo dirlo. urlarlo:
Bisogna credere che le cose andranno meglio.
Anche quando si cade lentamente..
Quando non riusciamo a guardare nè avanti nè indietro.
Quando le cose che ci hanno sorretto fino a un momento prima svaniscono..
E se stai soffrendo tantissimo e ti senti vuota..
Bisogna credere che passerà.. Bisogna prendere la pazienza e attrezzarla..
ripetere che c'è solo bisogno di tempo...
TEMPO.
Tempo..
che ti darà altre scelte..
Ti solleverà con la stessa lentezza e all'improvviso.. girerai per una bancarella, vedrai un fiore di vetro arancio e penserai che per la tua amica è perfetto.
Allora sarai guarito dalla tua cecità. Uscita dal tuo letargo.
Tempo: Attimi, ore.. Mesi.. in cui prima o poi... L'amarezza andrà via..
Prima solo per un pò.. Poi diventerà un ricordo...
Si cade lentamente... E si risale. Riprendendo in nuove forme ciò che hai perso o solo dimenticato per strada.
martedì 24 novembre 2009
Rintocchi
Scontrarsi. Sentire un mare di amore, che non sa prendere una direzione. Sentirlo nettamente battere sulle pareti interne del cuore e non per questo con l'intenzione di uscire. Anzi.
Come se al nostro corpo piacesse questa sensazione amara.
Uno struggimento che procura stabilità.
E non lasciarlo andare nè verso i ricordi nè verso il futuro.
Fermo. Intrappolato.
Non ricordo chi scrisse che a tenere una cosa così complicata come l'amore dentro si finisce per ammalarsi.
E forse restare a guardarlo arrampicarsi e graffiare sulle nostre pareti interne è una piccola malattia, ma altresì è anche un piacere.
Quello della sicurezza.
In un ambiente che conosciamo seppur doloroso siamo al sicuro. lo abbiamo riconosciuto. sappiamo che per quanto sia dolore, lo conosciamo, è sempre quello: calibrato misurato. Sotto controllo.
Si capita di sentirlo sbattere di più a volte, nel ricordo di un tempo che fu.. Alzare le antenne, ascoltare meglio, perdersi .. Ma è nello stesso posto.
Finchè non si avrà il coraggio. Finchè non ne varrà la pena. Meglio lasciarlo lì.
Sentirsi come questa canzone. Che ripete all'infinito noti dolce e amare.. ma sempre e sempre nella stessa cantilena. E non volerne uscire. Fermi qui.
http://www.youtube.com/watch?v=zQME-ChSwNM
domenica 8 novembre 2009
Come dirlo meglio...
per quanto strana, è che neanche Luca aveva mai pensato nulla del genere: questo dà un'idea di come siamo fatti. Abbiamo una fiducia cieca nei nostri genitori, quello che vediamo in casa è il giusto ed equlibrato andare delle cose, il protocollo di ciò che consideriamo una sanità mentale. Adoriamo i nostri genitori per questo - ci mantengono al riparo da qualsiasi anomalia.
Così non esiste 'ipotesi che loro per primi, possano essere un'anomalia - una malattia.
Non esistono madri malate, ma solo stanche. I padri non falliscono mai, sono a volte nervosi.
Una certa infelicità che preferiamo non registrare, assume di tanto in tanto la forma di patologie che avrebbero nomi, ma in famiglia non li pronunciamo. L'uso dei medici è sgradito e, nel caso, ridimensionato dalla scelta di medici amici, consueti alla casa, poco più che confidenti.
Dove servirebbe l'aggressione di uno psichiatra, si preferisce la bonaria amicizia di dottori che conosciamo da una vita - altrettanto infelici.
A noi questo sembra normale.
Così senza saperlo ereditiamo l'incapacità verso la tragedia, e la predestinazione alla forma minore del dramma: perchè nelle nostre case non si accetta la realtà del male, e quesro rinvia all'infinito qualsiasi sviluppo tragico innescando l'onda lunga di un dramma misurato e permanente - la palude in cui siamo cresciuti. E' un habitat assurdo, fatto di dolore represso e quotidiane censure. Ma noi non possiamo accorgerci di quanto sia assurdo perchè come rettili di paludi conosciamo solo quel mondo, e la palude è per noi la normalità. Per questo siamo in grado di metabolizzare incredibili dosi di infelicità scambiandole per il doveroso corso delle cose: non ci sfiora il sospetto che nascondano ferite da curare, e fratture da ricomporre.
Allo stesso modo ignoriamo cosa sia lo scandalo, perchè ogni eventuale devianza tradita da chi ci sta attorno la accettiamo d'istinto come un'integrazione solo inattesa al protocollo della normalità.
......
EMMAUS. Baricco.
domenica 4 ottobre 2009
una metafora, tra favola e realtà
venerdì 25 settembre 2009
ESSER-I diversi. Ia. Io.
e accarezza le gambe ai suoi demoni
e come neve scioglie e confonde il silenzio
di un inverno che non può nascondersi
poi diventa luce
che non tradisce nessuno
come il fuoco che si sa fermare
è un coltello che non vuole fare male
e nei suoi occhi i miei sogni esplodono
nei suoi occhi i miei sogni esplodono
nei suoi occhi i miei sogni esplodono
purifica i miei slanci e travolgimi
paralizza le gambe ai miei angeli
avvicina le labbra
poi diventi luce e illumini
e non esiste nessuno
che non possa vederti volare
e sorridere sfiorando le parole
e nei tuoi occhi i miei sogni esplodono
nei tuoi occhi i miei sogni esplodono
nei tuoi occhi i miei sogni esplodono
luce delle ispirazioni
luce dei deserti
che riconosce e vedi gli alberi danzare
sai ferire le parole
trarle in salvo fino a diventare gesti
luce inestinguibile
luce di liberazione
scendi in strada qualunque strada
regala i tuoi occhi al mare
un bambino, i tramonti infiniti
ai poeti ai pazzi ai naviganti
perché di loro è il mondo
e non di chi li sta uccidendo
e fai che tutto sia difficile da imparare
che ci voglia attenzione sudore
impossibile da dominare...impossibile da dominare...
1784 Benvegnù
http://www.deezer.com/it/music/paolo-benvegnu/le-labbra-69951?song=520768#music/paolo-benvegnu/le-labbra-69951
Grazie Ia... Per il modo in cui mi vedi, ed in cui mi fai vedere..
Una dedica più bella non potevi...
Impossibile da dominare.
giovedì 9 luglio 2009
Ansiosi anonimi. parte numero 1
Lo sapevate che un'alcolista anonimo lo è per sempre? Come anche un giocatore d'azzardo.
E' la prima cosa che ti dicono alle riunioni. Hai un problema. Primo punto. Non sarà facile. Punto. Lo avrai sempre e devi imparare a conviverci. Punto. SEI UN ALCOLISTA.ACCETTALO. punto.
Magari non è così sbrigativo e duro come dialogo ma il web richiede semplicità e sintesi... e sinceramente la vita non è tanto morbida per un "anonimo".
Anche se l'alcolista smette di bere, resterà sempre latente in lui il desiderio di rimettersi alle sue debolezze.
Ed Io, come ansiosa, faccio parte della stessa categoria a rischio.
Non bevo, non mi diletto ai tavoli da poker, la mia nemica è l'ansia e le fobie che da essa scaturiscono.
Dalla nascita ho la mia ombra, quella che abbiamo tutti (la stessa che Peter Pan perde nella stanza di Wendy per intenderci) e poi ne ho ereditata un'altra. Me l'ha lasciata l'esperienza dell'ansia: dalla sua inaspettata comparsa alla sua difficile accettazione fino all'alternata risoluzione. Resterà sempre con me. Con il tempo e un grosso aiuto ho imparato che fa parte di me tanto quanto la prima. Che non posso odiarla o perderla..che devo rispettarla. ed accettarla. Proprio come ci si comporta con un neo fastidioso ed antiestetico. Solo che a differenza di un neo e di Peter Pan non si può eliminare. (ho appena detto di poter uccidere Peter....)
Il cervello in quanto macchina vive di automatismi. Dunque sarebbe meglio stare lontani il più possibile dagli oggetti della nostra tentazione, che costantemente ci spingono alle stesse reazioni distruttive.
Ma se un alcolista deve stare lontano dalla bottiglia e un giocatore dal tavolo da gioco,
l'ansioso come fa a stare lontano dalle sue ansie?
Non potendo allontanarsi da se stessi, quantunque si può cercare di prendere una certa distanza da certi pensieri/atteggiamenti malsani che sono frutto di una proiezione mentale. "Consapevolizzarsi."
Essere ansiosi e' come vedere un'oasi del deserto. Anche se è molto meno allettante.
Devi sapere sempre che quello che provi è un miraggio. Che sembrerà veroveroverovero e qui arriva la parte più difficile: che nonostante tutto ciò che sentirai e vedrai: NON E' COSI'.
Questo è il primo difficilissimo passo.
Sopratutto se hai un caratterraccio come me. Se sei convinto che tutto ciò che tu vedi e provi sia reale. Mettere in discussione la propria percezione della realtà è un'impresa ardua. Altro che Indiana Jones!!???!!!
La difficoltà, come credo anche per un'alcolista, è proprio riuscire a distaccarsi da quelle proiezioni. Che sembrano reali, più che reali. Fidarsi della propria razionalità e non delle proprie sensazioni è un dilemma intricato.
Provate a dire ad una persona con i battiti realmente accelerati, il sudore freddo, e un dolore fitto al braccio destro che non gli sta capitando qualcosa.. Provate. Ma siete sicuri di poterlo provare? Avete gli strumenti per farlo? Potete guardare con i suoi occhi?
Dunque l'aiuto non può arrivare da fonti scientifiche esterne, nessun dottore potrà toglierci la convinzione dei nostri sintomi, mentre c'è una carta, quella della consapevolezza che ci eleva dallo stato di schiavi delle nostre proiezioni a uomini liberi. Con questo non voglio togliere nulla ai professionisti (che tanto mi hanno insegnato) e alle persone che ci amano(a cui devo la mia forza) che possono accompagnarci in questo percorso, spingerci a non abbandonare mai la ricerca..Seguirci da vicino e da lontano..
Io ho amici che mi seguono nonostante io mi sperda continuamente e grazie a loro, molto spesso mi ritrovo.. (e prendo gli antibiotici)
Ma la vera lotta, quella, la combatti da sola.
Io combatto contro me stessa da anni. Ho sbagliato. Devo correggermi. Ho lottato contro me stessa per anni mentre adesso lotto contro le mie paure. Per accettarle e in un certo qual modo debellarle.
A momenti sono più forte, altri più debole. Ma combatto e questo mi fa sentire un'ansiosa anonima libera.
mercoledì 8 luglio 2009
aria estiva..
C'è un famiglia al secondo piano della palazzina in cui abito, la piccola avrà 14 anni, canta spesso Ligabue ad alta voce, questa sera particolarmente visto che stanno trasmettendo il suo concerto in diretta dall'arena di Verona. E' il momento di "certe notti" ..
Il papà deve essere il tipico orso stanco, ha voglia di stare tranquillo e per questo le grida di non cantare. La mamma sta sparecchiando.
Perchè i padri dovranno sempre scassare poi??
Stanno mangiando del cocomero in terrazza.
Nell'aria odore di zampirone.
Sembra di assistere allo spot della Mulino Bianco moderna.
Strano che non riesca a ricordare una serata così. Credo che ce ne siano state quando ero molto piccola, o in Calabria, già adolescente.
Vorrei avere un vero, grande, ricordo di tutte le serate estive passate sul terrazzo, proprio come questa famiglia,
per portarle con me adesso.
Sono certa che mi sentirei meno sola.
Sto rubando un pò della loro "famigliarità.."
Anche se non credo si possa chiamare furto.. Di certo non malvagio.
Lo dico perchè mi sento un pò in colpa qui come nascosta in finestra a fumare.. ma dura poco.
Lui sbraita, lei fatica, la piccola pensa solo a cantare. Ma non sanno di essere felici?
Quanta grazia stanno vivendo?
E' sempre così quando stai bene.
Non te ne rendi mai conto.
Mentre respiro la loro estate, sorrido. Speriamo tengano alto il volume ancora un pò..
Mi addormenterò con loro.
venerdì 3 luglio 2009
Belli che non ballano
Ecco fate anche questa osservazione ma poi, vi prego, andate oltre.
Quello che voglio dire è che per fortuna nell'arco della mia vita ho incontrato qualche persona speciale. Molte persone mediocri. Anche se non ci ho fatto troppo caso. E Persone normali. Come tutti no? Le persone speciali hanno arricchito la mia vita. Senza di loro semplicemente non sarei la Silvia che sono. Ispirandomi con le loro caratteristiche fuori dal comune mi hanno spinto ad essere migliore . Geni del loro semplice modo di essere.
Quello che mi fa riflettere è che i miei amori più lunghi raramente sono stati per una persona speciale. No. Statisticamente (per fortuna qualche eccezione c'è stata ) IO mi innamoro follemente di persone mediocri. Mediocri per i miei canoni, che nella mia vita sono quelli che dettano legge.
Credo fermamente che le persone precise, e pignole, abbiano dei problemi con il loro disordine mentale.(è una mia fissazione da disordinata cronica..)
La triste verità è che mentre stavo con lui ero dispiaciuta ma pronta ad ammettere che fosse ARIDO.. che non è una parola semplice da accostare ad una persona.. Sopratutto se è il tuo ragazzo. Eppure nonostante avessi questa netta sensazione l'ho amato davvero.
Per non parlare poi di un altro grande amore.. Bè lui era a dir poco scemo. Bello, come non dirlo..ma assolutamente svampito. Ero piccola e con il tempo le persone cambiano, lui ha avuto la meglio sulla mediocrità , ma oggettivamente al tempo in cui io morivo per lui, a parte l'ironia,
non credo che possedesse grandi doti, e non era una persona Speciale.
Si potrebbe ridurre la cosa a 4 conclusioni..
- sono ferita e non giudico obbiettivamente ma, credetemi se possibile, non è così.
- non amiamo razionalmente amiamo istintivamente. L'amore è cieco. Ma anche questa va bene per i primi mesi non basta a sostenere una storia..
- ti piacciono i belli, di che cazzo stiamo parlando?
- sono mediocre anche io.. e anche superficiale. (sto sudando freddo)
è difficile da accettare.. :)
No io non ci credo. Non è qui la risposta. Crescendo si imparano cose. Ad esempio che forse l'amore non è nè quello pianificato e sereno, in cui tra virgolette "ti accontenti" perchè vuoi dell'altro come famiglia, soldi o carriera.. (così non reggi.. non ce la farai mai.. il primo fusto passa e tu scombini la vita di tutti) ma non è nemmeno quello in cui ami follemente e senza motivo, persa e inconsapevole del cosa e del dove stai andando.. No. Credo o forse spero, che l'amore, oggi, a 32 anni sia una cosa ancora più difficile, e stimolante..un' avventura: che cresce con te e con la stima che porti per una persona. Non basta essere speciali e non basta amare senza occhi. Forse è necessario incontrare qualcuno che per te soltanto sia meraviglioso come non mai.. E subito dopo ci vuole l'alchimia.. quella sensazione che qualcosa ci sia e non ci sia.. Che qualcosa si tenda.. Che qualcosa serpeggi...Nel frattempo possiamo cercare di essere consapevoli. E qualsiasi amore arrivi, e comunque finisca, magari un giorno, anche oggi, sapremo gioirne.
giovedì 2 luglio 2009
Orfeo ed Euridice..
Nel mito Orfeo sbagliando e mosso a compassione si gira per guardare la sua amata e la perde, nella canzone Orfeo sceglie consapevolmente di girarsi perchè in fondo l'aveva già persa una volta.. Perchè non esiste un amore che fa piangere.. Perchè le cose finite vanno abbandonate.
Qualche mese più tardi però mi è capitato di ripensarci. Ero stata sfidata musicalmente da un ragazzo (un pò come dire: vediamo chi trova la canzone più bella! ) ed io in ordine avevo tirato fuori prima la carta della canzone e poi quella del mito greco. Con tanto di significati stravolti.
Creando così un connubbio imbattibile.
Ho continuato a pensarci su, impercettibilmente, che vuol dire che ogni giorno fantasticavo sulla verità di questa nuova teoria.. E all'improvviso mi sono resa conto che tutto ciò che orgogliosamente avevo dedotto era falso, era una copertura. Vecchioni è un uomo ferito.
Almeno secondo il mio umile parere.
Quello che so è che quando una storia finisce e tu sei la parte lesa, (una storia con la S maiuscola ovviamente) non si sceglie mai di girarsi, a meno che - a meno che -il limite del dolore non diventi altissimo. Allora come direbbe Maga Magò, che non è altro che il soprannome della mia analista, bisogna scegliere: O l'amore o la vita. La maggiorparte delle volte per fortuna si sceglie la vita. Ma non ci si gira più. Non veramente. Vorrebbe dire guardare ciò che hai perso.
Girarsi è una non scelta. come dire E' un vicolo cieco non un incrocio.
Se ci giriamo, se scegliamo di girarci : lo facciamo per riprenderlo L'AMATO. E quando ci ha ferito oltre la soglia e abbiamo scelto la vita non se ne ha più la forza. Il coraggio forse. La follia.
Per fortuna però in giro è pieno di stuzzicanti montagne.
Perchè questo pensiero? Perchè ho imparato che è inutile rinnegare le cose, e il tentativo di dare un valore all'essere stati feriti.. con la nostra scelta di esserlo.. RIDICOLO.
Ho imparato che nonostante tutto il dolore che una persona che ami può provocarti può farlo solo perchè tu gli hai dato questo potere e glielo hai dato perchè ti ha regalato una gioia infinita, anche se non ha saputo mantenerla. Che il percorso fatto insieme produce un ricordo e una speranza, bella, stimolante perchè possa accadere di nuovo. Che sarebbe meglio che le storie che hai avuto non fossero finite mai.. E che a volte purtroppo finiscono. Dire che è andata meglio così, bè .. è una cazzata.. Non riprovare fino all'inverosimile... Un'altra cazzata..
Se hai creduto.. Tanto vale insistere.. In quante cose si può davvero credere in una vita?
Nonostante dunque io abbia perso l'entusiasmo per quella verità di Vecchoni che mi riscaldava l'orgoglio, ho ritrovato la voglia di guardare bene in faccia la realtà. Che anche se a volte fa davvero male ed è inaccettabile, altre, lo ricordo bene, è davvero bella.
martedì 30 giugno 2009
Ritmo
Un pò come Carry in sex and the city, avete presente..??
In fondo la mia vita è fatta di amici, storie.. Lavoro..Follie..
Ed io scrivendo mi sfogo.. Anzi, Mi libero.
La voglio cominciare con un argomento su cui ho riflettuto, ma sopratutto su cui io e le mie amiche/amici
ci troviamo spesso in disaccordo
..
E' proprio vero che nei momenti più insensati e reprorevoli della nostra vita diventiamo come calamite??
e' possibile mai che quando si cerca qualcosa quel qualcosa non arriva e quando non si cerca sei sopraffatto dalla richiesta invadente e insensata
di tutto ciò che vorresti se solo il momento fosse giusto?
In altre parole è vero quel detto comune per cui finchè cerchi una cosa questa stessa non arriverà??
Mi interrogo costantemente sulla natura delle leggi relazionali..
E se il tema in neretto è corretto...e cioè che il momento in cui ci si incontra è fondamentale: 2 persone possono incontrarsi da principio , o anche rincontrarsi entrambe ma nel momento giusto? e' mai possibile?
Che incontro stellare, quale incrocio di pianeti ci vorrà mai perchè questo accada??
E Se le cose stanno davvero così una coppia per essere giusta nascerà ogni tot anni.. Come l'eclissi lunare??
Ma più che trovare una formula, ho trovato un'ironia nelle leggi del destino e dell'attrazione.
Ho un'amica che non vorrebbe altro che una storia seria, sarebbe la donna più affidabile dolce e premurosa che conosca e paradossalmente
incappa sempre e costantemente in tipi fanfaroni che a tutto pensano fuorchè accasarsi.
Un'altra mia amica passa tantissimo tempo fra arte cultura, mostre, approfondimenti lavorativi..passa tutto il suo tempo in situazioni stimolanti..
E' la persona più creativa e briosa che conosca, eppure...è relativamente sola.
E tutto il resto, tutta quella passione non le basta.. Non può bastarle.. Il tutto senza la condivisione, non ha poi molto senso..
Mi trovo a dover ammettere che...Tutto questo amore questo sentimento da solo.. non basta.
E sopratutto è possibile che si diventi irresistibili solo quando non si è impegnativi, non si ha niente da dare e si esce da un mare di schifo??
quando insomma non ne vuoi sapere niente di nulla e di nessuno.
Come è possibile questo paradosso??
Nei miei pensieri ritornano fitti tutti gli incontri casuali verificatisi nella mia vita ed in concomitanza
tutte le storie più importanti.. più vere, sono accadute proprio quando non avevo nulla da perdere..
Quando mi era già sfuggito qualcosa che in un modo o nell'altro aveva lasciato un grosso segno..
Quando non ero affatto preparata e non ci pensavo affatto...e non avevo più spazio per far entrare nessuno. E allora zac, incontravo persone belle,
ma inevitabilmente il momento le faceva disperdere..Ed Anche se tentavo di resistere, di oppormi al momento.. Anche se chiedevo tempo..altro tempo.. Alla fine vinceva lui. Anche se sembravo di essere io a vincere. O perdere.
Sarà forse che quando hai perso tutto, o almeno tutto ciò che credevi desse quel senso aggiunto alla tua esistenza..
Sei saturo.
Puoi lanciarti senza paura di cadere..Puoi ferire senza timore di fare male, Puoi distruggere senza coscienza. Perchè non puoi sentire dolore.
Perchè Non ce l'hai la coscienza in quel preciso momento. .
L'hai propriamente lasciata sul comodino con il tuo cuore a recuperare aria. A prendere vento. Continuamente sbattuta lì. L'hai abbandonata.
E' come una ferita che ancora non ha la cicatrice e continua a sanguinare, in quel momento se anche te ne fai un'altra.. sei talmente dolorante.. stai ancora pensando troppo alla ferita precedente...Ed Una o due cosa vuoi che cambi?
Mentre quando si è formata la cicatrice, stai bene attento a non sfiorarla.. A non farla sanguinare più.
Forse è per questo che siamo calamite per l'opposto di ciò che vogliamo.. Perchè in realtà..abbiamo paura..E la paura si respira nell'aria.
E' così che incoscientemente lo allontaniamo.. divergiamo su altre strade.. prendiamo scorciatoie.. "Allungatoie".. a volte scambiamo lucciole per lanterne .. e così via..
E' proprio come questa mia amica che vorrebbe una storia seria e finisce per imbarcarsi con le specie più frivole di uomini..
Animatori..Personal trainer.. Ragazzi di altri..amici gay.. :)
se volesse davvero una storia seria non lascerebbe perdere queste inaffidabili, per dir poco, categorie per puntare uno scapolo responsabile??
o come la mia dolce, abile, acculturata che cerca tanto il significato ovunque, ovunque e ancora ovunque, ma non lo trova in una semplice persona .. E passa tanto tempo dispersa nel suo mondo.
o come me che vado a rivedere sogni sfumati..o addirittura impossibili, e vorrei che si realizzassero di nuovo...
e Forse non voglio davvero liberarmi...
Non voglio spiccare il volo.
Non voglio soffrire più.
Ma preferisco ritrovarmi sempre negli stessi ingorghi piuttosto che cercarne di nuovi..
E' che mentre pensiamo di volere una cosa siamo così convinti delle nostre volontà che non vediamo cosa stiamo puntando..
non vediamo che il nostro obiettivo è sfocato.. che stiamo puntando una non/volontà..
Quando facciamo questo, i rapporti perdono musica.. Ritmo..Noi ci isterizziamo.
Sapete come una filastrocca..
"Tu che dici? Esco con amici??
Chi ti ha portato?? Amici di amici."
Ecco la musica seppur stupida è semplicemente questa...
Solo che quando siamo sfocate la musica si perde e tutte le risposte sono sbagliate.. Stonate.
Finisce che rincorriamo cose/persone che ci sfuggono e solo perchè in noi sentono la dissonanza ritmica..
Non siamo più o meno stonate in realtà, o più brutte o meno simpatiche.. siamo più o meno in asse con i nostri desideri..
E questo ci squilibra.. Ci sfasa..
Non conosco una persona che non potrebbe amare Gaia. E' una delle persone più belle che conosca...
E Cris è davvero una bella donna da sposare, con cui condividere un futuro, una famiglia...
Dal canto mio non mi prenderei nemmeno con il contagocce.. io sono lunatica, dispersa e dispersiva.. In un unica parola FOLLE..
e passo innumerevoli giornate nel tentativo di diventare trasparente..
eppure nonostante ciò mi si vede, e mi faccio vedere...Ma sono così : da sempre.
Non ho nessuna qualità che un uomo potrebbe ricercare in una donna: in pratica..Non so cucinare, stirare, tenere in ordine una casa, pulire.. non sono sexi, dormo con un pigiama anti sesso da fare invidia alla signora Minù..
In teoria.. sono sognatrice.. non so mai cosa voglio , lamentosa e cacacazzi all'eccesso, sempre insoddisfatta e alla ricerca di altro..
Ma sono convinta che nonostante io sia così.. In giro c'è qualcuno adatto a me.. più folle di me... Nel mio passato sfasato che ho perso.. o nel mio futuro che ancora non vedo..
Così come sono convinta che adesso non sia il momento...
Non sono in sintonia.. non sono in asse. Fluttuo camminando.. irascibile e calma.. al tempo stesso..
Inaffidabile e isterica.. Anche..
e non ho voglia di compromessi, il che reso in un grafico è altalenante fino all'inverosimile..
ma chi lo dice che la felicità è in due?
E perchè io per prima ci credo così tanto??
Vorrei che Cris trovasse un brav'uomo.. Che la rendesse felice..
che la perdonasse di aver fatto tanti errori.. Che la guardasse dentro e basta.. Con tutte le sue debolezze..
Che le desse forza e voglia di credere.. ma credere davvero che a lei possa accadere...
e vorrei che Iaia incontrasse la donna giusta.. Una persona eccezionale.. Che sappia entrare a passo felpato nelle sue immense fragilità e nelle sue gigantesche passioni..
arrichendola più di quanto già è...Nutrendola di tutto ciò che le è mancato.. Che la amasse... Tanto. teneramente. Sagacemente.
Per me bè... Vorrei che qualcuno cercasse quella porta.. Che io ho nascosto..e che non vedo più nemmeno io..
Vorrei essere perdonata per non sapere amare, per la mia rabbia, per la mia pesantezza. Vorrei che mi quardassero oltre, vorrei che le persone che incontro capissero che non so ricevere.. che non sono abituata ma che in realtà ho un cuore anche io. Vorrei che qualcuno si fidasse di me aldilà della mia stronzaggine.. dei vaffanculo che ho scritto in faccia..
Vorrei che qualcuno si affidasse.. e che mi imparasse ad amare senza punirmi mai...
Vorrei che qualcuno mi volesse.. Solo per volermi, senza scopo e senza tempo.. Libero.
Che creda anche per me che una come me davvero non esiste e non si può perdere.
Io non voglio sposarmi nè un figlio, non voglio altra passione. Io voglio essere libera in due.
Questa sono io.
io e le mie amiche in fondo.. Siamo tanto diverse.. Loro poi sono bellissime..
io.. bè... io .. sono magra.. Mi sembra già un ottima qualità. ;)
Forse la verità è che con o senza musica dovremo dare il tempo alla vita di scorrere.. Con maggiore leggerezza. Senza prendercela..
Come dice Anna: se è destin, mancar non può..