Tutti i giorni mi alzo con una discreta allegria addosso. Mi piace pensare che è come se dovessi vincerla la vita.
Vado fiera di questa mia caratteristica e
per quelli che non mi conoscono è importante fare questa premessa.
Altrimenti immaginerebbero un tipo crepuscolare.
Raramente però, come da un paio di giorni a questa parte viceversa, mi alzo e sono già stanca..
La causa è una forte sensazione malinconica dentro.
Se questo è da raccordare al mio passato.. Non lo so.
Chiedermi come sarebbe se avessi un passato diverso è una sciocchezza.
Questa nostalgica acre sensazione che sembra salire dalla bocca dello stomaco, attorcigliandola,
e che sale su fino a lasciare l'amaro in bocca e un leggero stordimento in testa, normalmente va via da sola.
Forse, ma è solo un'ipotesi, in qualche modo ho imparato a farla scivolare mentre un tempo rimanevo a lungo dentro quell'emozione così struggente ma forte come una calamita.
E' pur vero che potrei non essere io l'artefice di questo cambiamento ma che il tempo abbia lavato via l'intensità senza però trascurare la ricorrenza.
Nel definirla potrei dire che è un pò come quando sei innamorata.. e non sei affatto corrisposta.. sarà successo un pò a tutti credo..
Vorresti che il telefono squillasse, che qualcuno ti cercasse.. Che ti amasse.. Che ti volesse bene..
Hai bisogno terribilmente di qualcuno che mangi un pò di quella solitudine interna.
Ovviamente quello è proprio il momento in cui il telefono non squilla.. Aggiungerei un porcaccio giuda.. qui ci sta bene.
Insomma non c'è nulla da fare, il tuo lui ha preferito un'altra : magari insipida gatta morta e per di più nemmeno bella.
E tu, nonostante sai che non chiamerà, aspetti invano guardando il telefono.
Solo che ora mi chiedo.. Chi dovrebbe chiamare se in realtà non sei innamorata? Chi?
Un angelo? Una fata? Un ricordo?
Chi?
Perchè almeno quando sei innamorata sai.
Un esempio perfetto di questa emozione lo troviamo nel film Colazione da Tiffany.
Holly, alias Heaudry Hepburn.. Spiega benissimo questa strana sensazione.. Che lei chiamava "avere le paturnie".. Parlando appunto quei giorni in cui ti senti un vuoto sciocco dentro. Che viene chissà da dove e chissà dove andrà.
Lei,, che è un genio, si sentiva meglio solo nel camminare confusamente davanti alla gioielleria Tiffany per l'appunto.. Con un caffè bollente in mano.
Senza dover comprare nulla. Passeggiare in un posto che ti fa sentire bene. Vedere cose brillanti.
Ecco io ho le paturnie.. Mi piacerebbe poter essere con Elle, la mia macchina, al mare, ma non è possibile.. Sono a lavoro e se dicessi: Capo, ho le paturnie posso andare da Tiffany?
O piuttosto ad Ostia?
Lui non capirebbe , no. Piuttosto mi direbbe : Silvia devi trombare di più!
Vai a lavorare adesso! Via la testa dalle nuvole e fai contratti.
Eppure io non vedo l'ora che queste altre tre ore lavorative passino per potermi sperdere un pò.