martedì 26 luglio 2011

Stanca?

Delle stesse persone, degli stessi posti, delle ultime ore di questo lavoro, delle stesse paure. Dei soldi che non ho per comprare le cose che non posso avere. Di quelli che ho ma che non bastano.


Delle mie ferite. Quelle del cuore, quelle del fisico. Dei miei dolori. Tutto ciò che a giorni mi sembra insopportabile. Mi pesa sugli occhi sui muscoli e le ossa.





E stanca, delle mie Intolleranze. Cazzarola quanto sono Intollerante... Stanca Di me.



Portami via, almeno per un pò. E facciamola finita con tutta questa stanchezza. Muoviamoci.




mercoledì 23 marzo 2011

le mie mancanze parte prima... Wall- a

Normalmente dopo pranzo - rituale che infrasettimanalmente svolgo in ufficio seduta alla mia postazione - uscivo x una sigaretta..

Due mesi fa ho smesso di fumare, così per combattere quell'abitudine appagante ma terribilmente malsana , ho cominciato in quella mezzo'ora a fare piccole passeggiate alla ricerca di posti che soddisfacessero il mio gusto estetico - distraendomi - e perchè no che mi portassero ad un bar che avesse un buon caffè.

Nella mia città è un'ardua ricerca , non c'è la passione per il caffè come a Napoli ..

Fortunatamente, nel mio girovagare, ho trovato un baretto che oltre a fare il caffè con gran dignità, è raggiungibile a piedi nell'arco del tempo che ho a disposizione, inoltre,
- ciliegina sulla torta -
per arrivarci devo percorrere un bel viale alberato, pieno di peschi e mandorli in fiore(almeno in questo periodo), squarcio di verde nel mezzo di una giornata chiusa in ufficio.

Dopo il caffè, mi concedo un cioccolatino fondente, nonostante in questi due mesi di astensione dal fumo sia ingrassata un pò, ma gustandolo ogni volta mi ripeto che è in onore delle sigarette perdute .. E lo faccio scogliere il più lentamente possibile sul palato..(sempre troppo poco comunque)

Ieri, durante questo mio rituale, ho visto una ragazza; era seduta su una panchina, di spalle, con dei bellissimi capelli neri sciolti sulla schiena disparatamente, poggiava sulle ginocchia i gomiti nell'atto di parlare..mentre la schiena si spingeva lievemente verso il suo interlocutore, senza aggressività ma anzi con una certa giusta e moderata inclinazione.

In un attimo ti ho trovata in quel gesto, come fai tu quando ti spieghi o cerchi di farlo.

Ho immaginato che se fossi stata davvero tu ti avrei abbracciata fortissimo, avrei potuto raccontarti tutto quello che succede qui, in questa città che non è poi così lontana ma che ci separa; le paure, le gioie, le fatiche, le apprensioni, le novità, le speranze anche, di questo tempo così incerto.. In cui nonostante tutto è di nuovo primavera...

Ti avrei lasciata solo alla fine dopo averti raccontato a lungo di me, ed esausta avrei preso a sentirti raccontare il tuo. In quel modo che solo tu hai di rendere speciali e sensate le banalità quotidiane. Quel sorriso nascosto che si preoccupa di prendere troppo spazio rispetto a tutti i mali del mondo , e ke rientra subito timoroso, quasi si dovesse scusare, questa sei tu.
Peccato tu sia in un'altra città.

Tu mi manchi pur essendo sempre con me questo è un dato di fatto, ma ci sono attimi, improvvisamente, in cui me ne accorgo..

A volte, ieri ad esempio , arrivi e te ne vai in un secondo, come una presenza improvvisa e una successiva rapidissima mancanza , qualcosa che viene sfilato dal suo contenitore un secondo dopo esserci entrato..una chiave dalla porta, una lama estratta da una ferita.. è allora, in quei rari momenti in cui ti ritrovo, che sento fortemente quanto mi manchi, come se fosse insopportabile questa tua assenza ..