giovedì 9 luglio 2009
Ansiosi anonimi. parte numero 1
Lo sapevate che un'alcolista anonimo lo è per sempre? Come anche un giocatore d'azzardo.
E' la prima cosa che ti dicono alle riunioni. Hai un problema. Primo punto. Non sarà facile. Punto. Lo avrai sempre e devi imparare a conviverci. Punto. SEI UN ALCOLISTA.ACCETTALO. punto.
Magari non è così sbrigativo e duro come dialogo ma il web richiede semplicità e sintesi... e sinceramente la vita non è tanto morbida per un "anonimo".
Anche se l'alcolista smette di bere, resterà sempre latente in lui il desiderio di rimettersi alle sue debolezze.
Ed Io, come ansiosa, faccio parte della stessa categoria a rischio.
Non bevo, non mi diletto ai tavoli da poker, la mia nemica è l'ansia e le fobie che da essa scaturiscono.
Dalla nascita ho la mia ombra, quella che abbiamo tutti (la stessa che Peter Pan perde nella stanza di Wendy per intenderci) e poi ne ho ereditata un'altra. Me l'ha lasciata l'esperienza dell'ansia: dalla sua inaspettata comparsa alla sua difficile accettazione fino all'alternata risoluzione. Resterà sempre con me. Con il tempo e un grosso aiuto ho imparato che fa parte di me tanto quanto la prima. Che non posso odiarla o perderla..che devo rispettarla. ed accettarla. Proprio come ci si comporta con un neo fastidioso ed antiestetico. Solo che a differenza di un neo e di Peter Pan non si può eliminare. (ho appena detto di poter uccidere Peter....)
Il cervello in quanto macchina vive di automatismi. Dunque sarebbe meglio stare lontani il più possibile dagli oggetti della nostra tentazione, che costantemente ci spingono alle stesse reazioni distruttive.
Ma se un alcolista deve stare lontano dalla bottiglia e un giocatore dal tavolo da gioco,
l'ansioso come fa a stare lontano dalle sue ansie?
Non potendo allontanarsi da se stessi, quantunque si può cercare di prendere una certa distanza da certi pensieri/atteggiamenti malsani che sono frutto di una proiezione mentale. "Consapevolizzarsi."
Essere ansiosi e' come vedere un'oasi del deserto. Anche se è molto meno allettante.
Devi sapere sempre che quello che provi è un miraggio. Che sembrerà veroveroverovero e qui arriva la parte più difficile: che nonostante tutto ciò che sentirai e vedrai: NON E' COSI'.
Questo è il primo difficilissimo passo.
Sopratutto se hai un caratterraccio come me. Se sei convinto che tutto ciò che tu vedi e provi sia reale. Mettere in discussione la propria percezione della realtà è un'impresa ardua. Altro che Indiana Jones!!???!!!
La difficoltà, come credo anche per un'alcolista, è proprio riuscire a distaccarsi da quelle proiezioni. Che sembrano reali, più che reali. Fidarsi della propria razionalità e non delle proprie sensazioni è un dilemma intricato.
Provate a dire ad una persona con i battiti realmente accelerati, il sudore freddo, e un dolore fitto al braccio destro che non gli sta capitando qualcosa.. Provate. Ma siete sicuri di poterlo provare? Avete gli strumenti per farlo? Potete guardare con i suoi occhi?
Dunque l'aiuto non può arrivare da fonti scientifiche esterne, nessun dottore potrà toglierci la convinzione dei nostri sintomi, mentre c'è una carta, quella della consapevolezza che ci eleva dallo stato di schiavi delle nostre proiezioni a uomini liberi. Con questo non voglio togliere nulla ai professionisti (che tanto mi hanno insegnato) e alle persone che ci amano(a cui devo la mia forza) che possono accompagnarci in questo percorso, spingerci a non abbandonare mai la ricerca..Seguirci da vicino e da lontano..
Io ho amici che mi seguono nonostante io mi sperda continuamente e grazie a loro, molto spesso mi ritrovo.. (e prendo gli antibiotici)
Ma la vera lotta, quella, la combatti da sola.
Io combatto contro me stessa da anni. Ho sbagliato. Devo correggermi. Ho lottato contro me stessa per anni mentre adesso lotto contro le mie paure. Per accettarle e in un certo qual modo debellarle.
A momenti sono più forte, altri più debole. Ma combatto e questo mi fa sentire un'ansiosa anonima libera.
mercoledì 8 luglio 2009
aria estiva..
C'è un famiglia al secondo piano della palazzina in cui abito, la piccola avrà 14 anni, canta spesso Ligabue ad alta voce, questa sera particolarmente visto che stanno trasmettendo il suo concerto in diretta dall'arena di Verona. E' il momento di "certe notti" ..
Il papà deve essere il tipico orso stanco, ha voglia di stare tranquillo e per questo le grida di non cantare. La mamma sta sparecchiando.
Perchè i padri dovranno sempre scassare poi??
Stanno mangiando del cocomero in terrazza.
Nell'aria odore di zampirone.
Sembra di assistere allo spot della Mulino Bianco moderna.
Strano che non riesca a ricordare una serata così. Credo che ce ne siano state quando ero molto piccola, o in Calabria, già adolescente.
Vorrei avere un vero, grande, ricordo di tutte le serate estive passate sul terrazzo, proprio come questa famiglia,
per portarle con me adesso.
Sono certa che mi sentirei meno sola.
Sto rubando un pò della loro "famigliarità.."
Anche se non credo si possa chiamare furto.. Di certo non malvagio.
Lo dico perchè mi sento un pò in colpa qui come nascosta in finestra a fumare.. ma dura poco.
Lui sbraita, lei fatica, la piccola pensa solo a cantare. Ma non sanno di essere felici?
Quanta grazia stanno vivendo?
E' sempre così quando stai bene.
Non te ne rendi mai conto.
Mentre respiro la loro estate, sorrido. Speriamo tengano alto il volume ancora un pò..
Mi addormenterò con loro.
venerdì 3 luglio 2009
Belli che non ballano
Ecco fate anche questa osservazione ma poi, vi prego, andate oltre.
Quello che voglio dire è che per fortuna nell'arco della mia vita ho incontrato qualche persona speciale. Molte persone mediocri. Anche se non ci ho fatto troppo caso. E Persone normali. Come tutti no? Le persone speciali hanno arricchito la mia vita. Senza di loro semplicemente non sarei la Silvia che sono. Ispirandomi con le loro caratteristiche fuori dal comune mi hanno spinto ad essere migliore . Geni del loro semplice modo di essere.
Quello che mi fa riflettere è che i miei amori più lunghi raramente sono stati per una persona speciale. No. Statisticamente (per fortuna qualche eccezione c'è stata ) IO mi innamoro follemente di persone mediocri. Mediocri per i miei canoni, che nella mia vita sono quelli che dettano legge.
Credo fermamente che le persone precise, e pignole, abbiano dei problemi con il loro disordine mentale.(è una mia fissazione da disordinata cronica..)
La triste verità è che mentre stavo con lui ero dispiaciuta ma pronta ad ammettere che fosse ARIDO.. che non è una parola semplice da accostare ad una persona.. Sopratutto se è il tuo ragazzo. Eppure nonostante avessi questa netta sensazione l'ho amato davvero.
Per non parlare poi di un altro grande amore.. Bè lui era a dir poco scemo. Bello, come non dirlo..ma assolutamente svampito. Ero piccola e con il tempo le persone cambiano, lui ha avuto la meglio sulla mediocrità , ma oggettivamente al tempo in cui io morivo per lui, a parte l'ironia,
non credo che possedesse grandi doti, e non era una persona Speciale.
Si potrebbe ridurre la cosa a 4 conclusioni..
- sono ferita e non giudico obbiettivamente ma, credetemi se possibile, non è così.
- non amiamo razionalmente amiamo istintivamente. L'amore è cieco. Ma anche questa va bene per i primi mesi non basta a sostenere una storia..
- ti piacciono i belli, di che cazzo stiamo parlando?
- sono mediocre anche io.. e anche superficiale. (sto sudando freddo)
è difficile da accettare.. :)
No io non ci credo. Non è qui la risposta. Crescendo si imparano cose. Ad esempio che forse l'amore non è nè quello pianificato e sereno, in cui tra virgolette "ti accontenti" perchè vuoi dell'altro come famiglia, soldi o carriera.. (così non reggi.. non ce la farai mai.. il primo fusto passa e tu scombini la vita di tutti) ma non è nemmeno quello in cui ami follemente e senza motivo, persa e inconsapevole del cosa e del dove stai andando.. No. Credo o forse spero, che l'amore, oggi, a 32 anni sia una cosa ancora più difficile, e stimolante..un' avventura: che cresce con te e con la stima che porti per una persona. Non basta essere speciali e non basta amare senza occhi. Forse è necessario incontrare qualcuno che per te soltanto sia meraviglioso come non mai.. E subito dopo ci vuole l'alchimia.. quella sensazione che qualcosa ci sia e non ci sia.. Che qualcosa si tenda.. Che qualcosa serpeggi...Nel frattempo possiamo cercare di essere consapevoli. E qualsiasi amore arrivi, e comunque finisca, magari un giorno, anche oggi, sapremo gioirne.
giovedì 2 luglio 2009
Orfeo ed Euridice..
Nel mito Orfeo sbagliando e mosso a compassione si gira per guardare la sua amata e la perde, nella canzone Orfeo sceglie consapevolmente di girarsi perchè in fondo l'aveva già persa una volta.. Perchè non esiste un amore che fa piangere.. Perchè le cose finite vanno abbandonate.
Qualche mese più tardi però mi è capitato di ripensarci. Ero stata sfidata musicalmente da un ragazzo (un pò come dire: vediamo chi trova la canzone più bella! ) ed io in ordine avevo tirato fuori prima la carta della canzone e poi quella del mito greco. Con tanto di significati stravolti.
Creando così un connubbio imbattibile.
Ho continuato a pensarci su, impercettibilmente, che vuol dire che ogni giorno fantasticavo sulla verità di questa nuova teoria.. E all'improvviso mi sono resa conto che tutto ciò che orgogliosamente avevo dedotto era falso, era una copertura. Vecchioni è un uomo ferito.
Almeno secondo il mio umile parere.
Quello che so è che quando una storia finisce e tu sei la parte lesa, (una storia con la S maiuscola ovviamente) non si sceglie mai di girarsi, a meno che - a meno che -il limite del dolore non diventi altissimo. Allora come direbbe Maga Magò, che non è altro che il soprannome della mia analista, bisogna scegliere: O l'amore o la vita. La maggiorparte delle volte per fortuna si sceglie la vita. Ma non ci si gira più. Non veramente. Vorrebbe dire guardare ciò che hai perso.
Girarsi è una non scelta. come dire E' un vicolo cieco non un incrocio.
Se ci giriamo, se scegliamo di girarci : lo facciamo per riprenderlo L'AMATO. E quando ci ha ferito oltre la soglia e abbiamo scelto la vita non se ne ha più la forza. Il coraggio forse. La follia.
Per fortuna però in giro è pieno di stuzzicanti montagne.
Perchè questo pensiero? Perchè ho imparato che è inutile rinnegare le cose, e il tentativo di dare un valore all'essere stati feriti.. con la nostra scelta di esserlo.. RIDICOLO.
Ho imparato che nonostante tutto il dolore che una persona che ami può provocarti può farlo solo perchè tu gli hai dato questo potere e glielo hai dato perchè ti ha regalato una gioia infinita, anche se non ha saputo mantenerla. Che il percorso fatto insieme produce un ricordo e una speranza, bella, stimolante perchè possa accadere di nuovo. Che sarebbe meglio che le storie che hai avuto non fossero finite mai.. E che a volte purtroppo finiscono. Dire che è andata meglio così, bè .. è una cazzata.. Non riprovare fino all'inverosimile... Un'altra cazzata..
Se hai creduto.. Tanto vale insistere.. In quante cose si può davvero credere in una vita?
Nonostante dunque io abbia perso l'entusiasmo per quella verità di Vecchoni che mi riscaldava l'orgoglio, ho ritrovato la voglia di guardare bene in faccia la realtà. Che anche se a volte fa davvero male ed è inaccettabile, altre, lo ricordo bene, è davvero bella.