mercoledì 6 ottobre 2010

FRAGILE

E' il momento del trasloco.
La montagna di cose che vanno impacchettate sembra infinita.
Ma c'è molta carica. E' necessario risparmiare soldi e bisogna organizzarsi .
E' Così che per dividere tempo e lavoro pensavo di chiudere in scatole da sola tutto ciò che ho di personale , mentre far chiudere ad altri i miei amici santi e sempre super disponibili quelle cose che non rivelano niente di me, che non sono "intime" percosìdire.
Tiro così giù un piccolo piano di svolgimento lavori e stimo che nel giro di pochi giorni riusciremo a fare un centinaio di pacchi.
In questo caos dimorante nella testa è stato quindi necessario suddividere nelle due parti che seguono l'organizzazione: gli "oggetti personali": maglie, lenzuona, coperte, biancheria intima e quant'altro e la sessione "oggetti impersonali" e quindi impacchetabili da altri: la roba della cucina tutta, i mobili, l'oggettistica varia, non ultimi le valanghe di libri che, buttati in ogni dove, affollano casa..
Quelli di mia madre, quelli che furono di mio padre. I miei.
Darò un bel filo di spago lungo ai miei amici e ne faremo pacchi da asporto. Così credevo.

Mentre procedo nel tentativo di capire quante scatole ne deriveranno, mi fermo incerta davanti alla maestosità ingombrante di questa libreria..
Non riesco a farmi un'idea dell'ingombro effettivo e del peso di ogni cartone quindi decido velocemente che è meglio sia io a cominciare .. Avere un esempio, e lasciare gli altri intervenire dopo.

Con uno scatolone e un pò di scotch mi avvicino ed inizio.
Senza nè badarci troppo e senza ossequità alcuna nei confronti di tutte quelle pagine prendo velocemente tre quattro libri, quelli ke la capienza della mano può permettersi, e mentre mi preparo a riporli, di sfuggita incontro un titolo "Quando Teresa si arrabbiò con Dio"
Questo è il momento esatto in cui stamane mi sono bloccata.
Lessi quel libro, forse più di dieci anni fa, in età post adolescenziale.
Fu proprio con lui che per la prima volta capii che la surrealtà mi calzava a pennello. Solo Poi arrivarono Murakami Haruki, o l'amato Pennac amante di un' estate intera..
La mente ormai è sveglia e gli occhi si spalancano alla ricerca curiosa di pezzi..
che non sono più solo tomi scomodi di una libreria da traslocare ma frammenti di vita.

Comincio così a guardare attentamente cosa sto spostando..
Adesso è la volta di " Come il mare"
che Non ricordo nemmeno se riuscii a finire, dando una delusione a mia madre che era convinta avessi ereditato il suo amore per Wilbur Smith e i suoi viaggi lontani...
Adesso quella di Asimov, che ho sempre odiato.. anche se provai a condividere il piacere con mio padre ma senza mai riuscire..
Li metto via con delicatezza entrambi , meritevoli di stare nella stessa scatola con i capisaldi, d'altronde a loro volta mi hanno fatto capire cosa NON mi piace.
In preda ad una frenesia di emozioni, mi sono accesa una sigaretta unendo un pò di smog alla polvere (che in quel momento era calzatamente poetica tra i libri e gli scaffali..)
Ho tirato giù letture non mie, e romanzi che avevo perfino dimenticato di aver letto.. ("Il ragazzo che amava shakespeare" ad esempio fu una gran delusione)
E ancora lì dietro si mostrano altri libri : mostri sacri della mia biblioteca personale.. IL CONTE DI MONTECRISTO.. CYRANO.. JANE EYRE...
Rimango intrappolata nella coltre di intrighi inventata da Dantès per vendicarsi.. dalla figura di una donna e di un uomo incredibile..
Mi perdo nel pensiero che un tempo di fronte a quelle letture mi sentissi inadeguata, spaventata dalla loro grandezza quando oggi sono i punti saldi della mia coscienza letteraria..
Ma non c'è tempo per pensare ad un'opera sola che tutta la bibliografia di Baricco e Coehlo passa tra le mie mani per essere deposta..
All'improvviso sono appena maggiorenne in Calabria, leggo libri dai titoli fantastici..
Castelli di rabbia, Come il mare, City... Veronika decide di morire..
Storie che hanno fatto parte di un momento in cui c'era troppa tristezza dentro me e che leggermente con le loro magiche parole mi hanno distratto.. .
Libri libri libri..
Passa la Mazzantini Passa Benni.. Passa Romagnoli
( ho addirittura comprato due copie di "solo i treni hanno la strada segnata???"
E subito ricordo quanto mi è piaciuto e a chi volevo regalarlo.. Ormai parte del mio passato..
Incappo nei "monologhi della vagina"... la versione teatrale mi fece morire dal ridere..
Trovo Grossman.. povero amore cerbiatto, Trovo Saramago, trovo Lolita.
Unica lettura scolastica ben consigliata agli effetti..
Manuali sull'autocontrollo, sulla riscoperta di se, e sulla stessa ma con ironia (vedi come smettere di farsi le seghe mentale in...)
E poi Le saghe che mi hanno intrappolato.. Ma dove le metto??
Passano Twilight, Harry Potter.. Stieg Larssonn.. I vari Ramses.. Passano tutti..

Tutti così diversi eppure così insieme.. Come se la vita fosse questo.. Un ammasso di libri diversissimi tra loro ma che entrano a far parte di te come gli eventi che accadono.. E che non riesci più a slegare chiusi come sono in una ragnatela di percorsi che in un momento o in un altro ti hanno spinto a sceglierli, leggerli amarli poi tenerli sempre con te o dimenticarli..
Sono stata stupida.. Ho pensato che qualcuno potesse legare i miei libri e portarli via come se non fossero personali, come se niente fosse, e invece mi accorgo, con il cuore in gola, che mi scorrono davanti come i giorni del passato.. che ci tengo da morire. che sono miei.. che non voglio che nessuno li tocchi e che forse nn c'è molto altro di più personale come qualcosa che silenziosamente, mentre lo sfogliavi, all'ombra del tuo mondo protetto .. quello che si forma tra gli occhi e una pagina scritta entrava dentro rimanendoxi per sempre... senza possibilità alcuna di tradimento..
Adesso ho capito.. E' inutile, non avrò altro tempo, i libri se lo prenderanno tutto...
... a qualcuno toccherà impacchettare i miei reggiseni.. :)

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