giovedì 8 luglio 2010

Nike da combattimento

Abbiamo i biglietti per il concerto di Ligabue.
D'altronde la mia amica ed io avevamo chiesto biglietti a mezzo mondo, da qualche parte dovevano pur arrivare.
E la mia mente vaga a ricordi lontanissimi. il 1992 forse..
Andava di moda possedere le superga di colori inimmaginabili.
Ero una di quelle poche fortunate ad aver trovato le ambitissime: verde mela.. Anche se qualcuno era riuscito addirittura a trovarle rosa salmone. Le solite sculate.
Il concerto in questione si teneva in Calabria, nello stadio della squadra locale a Tortora.
Unica data calabra di Eros Ramazzotti.. un evento eccezionale.
I biglietti li avevamo da tre mesi prima.
Quando aprirono i cancelli una marea di gente cominciò a correre verso le transenne per assicurarsi il posto più vicino al cantante.
Noi atletici, ancora pallavolisti convinti, giovani forti e scattanti finimmo in seconda fila.
Nulla ci avrebbe scostato da lì.
Un piccolo dettaglio era l'orario, appena le tre del pomeriggio, il sole di agosto batteva i record degli ultimi dieci anni.
Aspettammo ore canticchiando canzoni e guadagnando centimetri e posizioni più centrali..
Finchè alle dieci, con il degno ritardo che si deve ad un'artista che si è fatto financo pagare.. La musica partì.
Passarano i primi venti minuti di quei momenti di tale emozione che credi ricorderai per tutta la vita - in verità ricorderai quando il ragazzo ti ha lasciato, quando tua mamma ti ha detto : Usi il preservativo???.. O quando a scuola sei stata bocciata -
All'improvviso la mia migliore amica accusò un piccolo cedimento , aggravato da onde impetuose che ci spostavano a destra e sinistra rispetto all'asse del nostro corpo..
Il cedimento divenne vertigine e ben presto dovemmo arrenderci al pensiero di tornare indietro..
In quel mentre nell'atto dimesso di girarmi, forse distratta dalla tristezza dello spostamento così faticosamente guadagnato oppure spinta da un'onda anomala di fan impazziti.. La mia superga verde si sfilò.. Finendo in un marasma di piedi inamovibili.. E intricati come un labirinto..
L'avevo cercata per mesi.. Forse per anni.. E lei, la mia idolatrata scarpetta svanì in men che non si dica nel nulla..
Svanì Eros, Svanì Valentina, Svanirono tutti.. La cercavo follemente. Ma appena la intravedevo e mi piegavo per raggiungerla un'altra onda mi spingeva via..

Strani i ricordi... Perchè questo è tutto ciò che ricordo di quella schifosissima serata...
Tornai a casa zoppicando senza una scarpa.

Questa volta Ligabue non mi frega. Vado con le Nike da combattimento.

1 commento:

  1. perdere delle ambitissime scarpe verde mela ad un concerto di eros: queste cose lasciano segni indelebili (o quasi) ;-)

    RispondiElimina